di Chia.Fa.
Mini bonifica e compravendita degli asset del sito industriale di Narni. Archiviata l’ipotesi manleva per le bonifiche future, la spinosa trattativa tra Sgl-Carbon ed Elettrocarbonium si è spostata sulla messa in sicurezza ambientale in continuità produttiva che giocoforza si intreccia all’accordo per la cessione degli impianti e degli immobili della fabbrica di via del Lavoro. Negli ultimi giorni al ministero dello Sviluppo economico hanno fatto capolino sia il liquidatore di Sgl, l’avvocato Massimo Petrucci, che l’amministratore delegato di Elettrocarbonium, Michele Monachino, con l’obiettivo di definire i dettagli finanziari della partita.
TUTTO SU ELETTROCARBONIUM
TUTTO SU SGL CARBON
Mini bonifica da 7 mln e compravendita degli asset La mini bonifica a carico di Sgl vale circa 7 milioni di euro così come previsto dal piano di caratterizzazione degli inquinanti a cui si è lavorato in questi mesi nell’ambito della conferenza dei servizi per l’accordo di programma sul futuro del sito di Narni. L’avvocato Petrucci è pronto a sostenere ma anche a gestire in proprio l’operazione ambientale all’interno del sito in cui da un anno opera con la formula del comodato d’uso Elettrocarbonium che in questo scenario, ecco una delle due opzioni sul tavolo, sarebbe chiamata a stipulare una fideiussione da 4 milioni di euro per gli asset industriali.
Prosegue trattative al Mise tra Sgl ed Elettro L’altra ipotesi intorno alla quale si sta ragionando in queste ore è invece relativa al versamento da parte di Sgl in favore di Elettrocarbonium dei 7 milioni di euro necessari alla messa in sicurezza ambientale in continuità produttiva, con l’azienda guidata dall’ad Monachino che a quel punto col tesoretto in cassa sarebbe chiamata a organizzare l’esecuzione degli interventi previsti dall’accordo di programma. In questo caso, però, all’imprenditore che sta tentando di rimettere in piedi la storica produzione di elettrodi di grafite viene richiesto un sforzo economico maggiore, ossia una fideiussione pari al valore della mini bonifica.
Accordo di programma per il sito di Narni Nella trattativa Sgl è a caccia di garanzie sul futuro della fabbrica di Narni al quale resta appesa la partita della bonifica vera e propria dell’area che, archiviata l’ipotesi manleva a lungo ricercata dal liquidatore Petrucci, ricadrebbe proprio sulla multinazionale che per quasi un secolo ha operato nel sito industriale. Per intendersi, Sgl vuole scongiurare l’ipotesi di pagare ora la messa in sicurezza in continuità produttiva per poi trovarsi entro breve, in caso di chiusura degli stabilimenti, a sostenere anche i costi ben più ingenti della bonifica radicale, sul cui valore si sono nel tempo registrate diverse stime anche a otto zeri. Da qui la girandola d’incontri al Mise che tutti, a cominciare dai 70 lavoratori riassunti e dagli altri 30 che avrebbero già dovuto riavere il posto, sperano di fermare a breve per arrivare a stretto giro all’accordo di programma.
Twitter @chilodice

Ma buttate giu tutto e fate di Narni la parte artistico, culturale storica di Terni.
Solo eliminando il camino si rivaluterebbero tutti gli immobili di NArni del 15-20%…fatevi due conti e poi pensate se non ne vale la pena…Altro che 200 posti di lavoro.
Non meriti risposta Alessio…se c eri tu in quei duecento e passa che andrebbero in mezzo ad una strada cosa diresti?????Falla finita con questo turismo che da lavoro a poche persone..Sul fatto poi che se buttano giu la ciminiera aumenta il valore catastale delle case ho molti dubbi ….in compenso aumenterebbero le varie tasse specie l imu seconda casa e prima casa se un domani la rimettessero…