di Chiara Fabrizi

La bozza di accordo sulla ripartizione delle bonifiche targato Mise-Regione è approdato nella giornata di venerdì sia sul tavolo del dottor Petrucci, liquidatore di Sgl-Carbon, che su quello dell’amministratore delegato Monachino, patron di Elettrocarbonium. Il contenuto del documento è blindatissimo e dettagli per il momento non ne filtrano né da Roma né da Perugia.

Bozza di accordo per bonifiche targato Mise-Regione Da ambienti sindacali, che non conoscono il testo, si apprende che il compromesso dopo un’analisi preliminare non è stato respinto da nessuna delle due parti. In particolare il liquidatore di Sgl-Carbon avrebbe chiesto 48 ore di tempo, ossia fino a lunedì, per analizzare con la dovuta cura il percorso tracciato a livello ministeriale, oltre a quello dello Sviluppo economico nella partita è entrato giocoforza anche il ministero dell’Ambiente. Analogamente la bozza è al vaglio di Elettrocarbonium che, stando a quanto risulta, sta pesando ogni riga del documento e avrebbe già richiesto un paio di precisazioni. Ma è chiaro che in questa fase lo scoglio più grosso è rappresentato da Sgl-Carbon, interessata a pagare ma non ad avere responsabilità future, anche se naturalmente l’accordo va firmato da entrambi per superare l’impasse calata in conferenza dei servizi.

Sgl ed Elettrocarbonium  Altri due giorni di passione, insomma, per la settantina di lavoratori del sito di Narni riassunti da Elettrocarbonium che sta tentando l’operazione di rilancio della produzione di elettrodi di grafite, seppur con qualche difficoltà come già visto nei mesi scorsi col caso degli stipendi. Alla partita della bonifica si intreccia quella della compravendita dello stabilimento e degli impianti di Narni, a cui il progetto dell’ad Monachino è tuttora legato al comodato d’uso scaduto il 31 dicembre. L’incertezza, ma pure il ritardo sul perfezionamento della compravendita, causa contraccolpi significativi anche ad Elettrocarbonium che fatica a reperire credito senza il sigillo della proprietà. In questa fase, come già emerso al tavolo del Mise, il liquidatore Petrucci ha naturalmente congelato l’ultimatum in scadenza il 24 gennaio per la riconsegna della fabbrica, anche se è tutto legato alla trattativa.

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