di M. To.

Le procedure per la cassa integrazione a zero ore, per sei mesi, alla Sgl Carbon di Narni sono già iniziate. I lavoratori ci rimetteranno il 20%, ma non saranno i soli. E, soprattutto, sembrano restringersi gli spazi di manovra per il tentativo di salvataggio dello stabilimento.

I fornitori Un taglio del 20% è stato infatti proposto, dall’avvocato Marco Petrucci, il liquidatore, anche a tutti i fornitori – creditori così detti chirografari della Sgl Carbon – a cui sono stati bloccati i pagamenti in seguito all’avvio, il 14 febbraio scorso, della procedura di liquidazione dell’azienda.

La spiegazione Una frase inquietante, soprattutto per chi spera che lo stabilimento narnese possa riprendere a produrre, magari con un padrone diverso, l’avvocato Petrucci, la scrive quando spiega che la sospensione dei pagamenti ai creditori «è stata imposta dall’incertezza sul buon esito finale della liquidazione», paventando una possibile «procedura commissariale» e ricordando che «detta incertezza non è ancora superabile poiché è legata in particolare allo scenario dei costi di bonifica che per essere individuato con precisione e in via definitiva richiederà almeno diversi mesi ancora».

La proposta E insomma ai fornitori viene proposto di cedere il proprio credito alla casa madre tedesca, che propone di acquistarlo «all’80% del valore nominale», con il pagamento «con bonifico bancario dalla Germania». Così la faccenda verrebbe risolta ‘bonariamente’ e Sgl di fatto non dovrebbe più doversi confrontare con creditori esterni e il debito complessivo si ridurrebbe. Tutto molto più semplice da gestire.

La trattativa Resta da capire, visto che il commissario fa esplicito riferimento alle procedure di bonifica del sito narnese, quali siano le reali intenzioni della multinazionale: dal Mise era stato detto ai sindacati che c’erano in corso almeno tre trattative per il possibile passaggio di mano dello stabilimento, ma nessun dettaglio era stato fornito.

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