Un'assemblea alla Sangemini

di Marco Torricelli

La cosa non farà piacere. Almeno a chi non lo sapeva già. Ma la proposta di ‘concordato in continuità’ per Sangemini, presentata dal gruppo che fa riferimento a Norda, non è stata giudicata accettabile dal tribunale di Terni.

Nuova proposta Non, è bene precisarlo, a causa del contenuto, ma perché le norme non permettono, semplicemente, una riproposizione di quella formula, almeno per 24 mesi, dopo che un primo tentativo è andato a vuoto. Il tribunale, insomma, deve ricevere una nuova proposta, stavolta per un concordato di tipo tradizionale, ma che al momento non c’è. Sarebbe solo stata preannunciata e promessa a stretto giro. Ma questo significa, comunque, un ulteriore allungamento dei tempi.

La tensione Motivo in più, insomma, per far crescere quella tensione che, negli ultimi giorni è tornata a toccare livelli elevati: con la Rsu della Uil che ha alzato i toni della polemica e con la politica che ha fatto sentire la sua voce. Il capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale, Gianni Medei (che, insieme al sindaco e all’assessore regionale Riommi sarebbe stato denunciato da uno dei pretendenti alla Sangemini), ha chiesto la convocazione di «un consiglio comunale straordinario, con lo scopo di tentare di far finalmente chiarezza sulla vicenda, sgombrando il campo da equivoci o malintesi, e riportare alto il livello di attenzione che sembra essersi affievolito negli ultimi giorni».

La richiesta Al consiglio straordinario, spiega Medei, «dovrebbero essere invitati il prefetto, l’assessore regionale allo sviluppo economico, i sindaci degli altri comuni interessati e le organizzazioni sindacali, oltre che, ovviamente, i dipendenti di Sangemini, Sangemini Fruit ed Amerino». Il capogruppo dell’opposizione precisa: «Non c’è alcuno spirito polemico, in questa richiesta, ma solo il desiderio di ricevere, da chi ha partecipato ai vari incontri e sa come stanno realmente le cose, informazioni più approfondite. Ma dal sindaco non ho ricevuto risposte».

Il sindaco Leonardo Grimani, il sindaco, replica che «ovviamente non c’è nessun motivo per cui la richiesta del consigliere Medei non sia accettata, ma onestamente ritengo che le stesse informazioni potremo riceverle anche senza mettere in piedi un consiglio comunale straordinario che rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione per un inutile rimpallo di responsabilità». Poi il sindaco spiega: «Alla proprietà e alla Regione abbiamo già posto il problema relativo alla necessità di una maggiore chiarezza e siamo pronti a farlo anche nei confronti anche al gruppo che si è proposto per subentrare nella gestione della Sangemini, ma lo potremo fare solo quando ci verrà proposto come possibile interlocutore, cosa che fino ad oggi non è avvenuta».

Le trame A non essersi interrotte, intanto, sarebbero le trattative parallele – e più o meno riservate – che vedono impegnati anche gli altri pretendenti, perché sono ancora in campo, al controllo della Sangemini. Una sorta di rilancio sarebbe arrivata, nelle ultime ore, dal gruppo Silva – che aveva promesso 17 milioni di euro, ma senza sprecarsi in dettagli quanto a piano industriale – mentre ad attendere c’è sempre Francesco Agnello (quello delle denunce ai politici). La storia del piano da riscrivere non aiuta certo a fare chiarezza.