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Un aereo Ryanair a Sant'Egidio

Il caro carburante rischia di avere conseguenze anche sulle condizioni di lavoro dei dipendenti Ryanair. La compagnia irlandese ha annunciato una revisione complessiva dei costi, nella quale rientrano la possibilità di congelare temporaneamente gli aumenti salariali, la riduzione del rapporto tra personale di bordo e aeromobili, la rinegoziazione delle tariffe aeroportuali e un maggiore ricorso all’intelligenza artificiale nelle attività amministrative e di supporto.

L’annuncio è arrivato lunedì 2 novembre, con la presentazione a Dublino dei risultati del primo semestre dell’esercizio finanziario 2027. A spiegare le ragioni della revisione è stato l’amministratore delegato Michael O’Leary, che ha indicato nella crisi del Medio Oriente e nell’aumento del prezzo del jet fuel i principali fattori di pressione sui conti della società.

Secondo le stime comunicate da Ryanair, ai prezzi attuali il costo del carburante potrebbe aumentare di circa 2 miliardi di euro nell’esercizio finanziario che terminerà a marzo 2028. Una crescita che, nelle valutazioni della compagnia, difficilmente potrà essere compensata interamente dall’aumento dei biglietti.

«In assenza di una rapida soluzione del conflitto in Medio Oriente, ci aspettiamo che i prezzi del carburante per aerei rimangano elevati per buona parte del 2027», ha scritto O’Leary nella comunicazione agli investitori.

Il gruppo ha spiegato di avere finora limitato l’esposizione all’aumento dei prezzi grazie agli acquisti anticipati. L’80 per cento del fabbisogno fino a marzo 2027 risulta coperto a circa 67 dollari al barile. Per l’esercizio successivo, invece, la copertura riguarda soltanto il 25 per cento del carburante, a circa 95 dollari al barile. La quota non coperta ha già registrato un raddoppio dei prezzi, arrivando a circa 130 dollari.

La protezione garantita dagli acquisti anticipati si ridurrà progressivamente proprio mentre la compagnia prevede un aumento della spesa per il carburante.

I risultati del semestre mostrano già gli effetti sui conti. Ryanair ha trasportato 125,8 milioni di passeggeri, il 6 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono cresciuti del 3 per cento, raggiungendo 10,08 miliardi di euro. I costi operativi sono invece aumentati del 10 per cento, a 7,69 miliardi. L’utile dopo le imposte si è fermato a 2,15 miliardi, contro i 2,54 miliardi del primo semestre precedente, con una flessione del 15 per cento. Anche il prezzo medio dei biglietti è sceso del 4 per cento.

Per i passeggeri la conseguenza potrebbe essere un aumento delle tariffe nel 2027. O’Leary ha parlato di una crescita a due cifre dei prezzi dei voli europei a corto raggio. Un incremento che potrebbe arrivare anche al 20 per cento per compensare interamente il maggiore costo del carburante, secondo le valutazioni illustrate dalla società.

Ma la revisione riguarda anche il lavoro. Tra le ipotesi indicate da Ryanair figurano il congelamento temporaneo degli aumenti salariali previsti dagli accordi collettivi in scadenza o da rinegoziare, una riduzione dei rapporti di impiego del personale di cabina per aeromobile e l’impiego dell’intelligenza artificiale per aumentare la produttività degli uffici e delle funzioni di supporto.

È importante precisare che non si tratta di misure già applicate in modo generalizzato. La società parla di possibilità da valutare nell’ambito della revisione dei costi. Non è stato annunciato un taglio uniforme degli stipendi, né è stato indicato il numero di assistenti di volo che potrebbero essere interessati dalla revisione degli organici. La riduzione dei rapporti di equipaggio dovrà comunque rispettare i requisiti di sicurezza e i minimi previsti dalla normativa aeronautica.

La notizia assume un significato ulteriore alla luce dell’approfondimento pubblicato da Umbria24 il 30 ottobre, dedicato proprio alle condizioni contrattuali e retributive dei lavoratori Ryanair. In quell’occasione sono state ricostruite diverse inchieste giornalistiche internazionali, dal sistema di premi riconosciuti agli addetti ai bagagli fuori misura alle controversie sugli stipendi in Spagna, fino ai contratti B2B utilizzati per alcuni assistenti di volo in Polonia.

Al centro dell’inchiesta internazionale pubblicata da Voxeurop nell’ambito del progetto Pulse c’erano anche i tempi di lavoro non retribuiti e il sistema delle commissioni sulle vendite a bordo. Alcuni assistenti di volo intervistati avevano raccontato di turni che potevano raggiungere undici ore, con compensi calcolati soltanto sul tempo trascorso in volo.

L’annuncio di lunedì aggiunge un nuovo elemento a quel quadro. Le condizioni economiche e contrattuali del personale diventano uno dei capitoli sui quali Ryanair intende intervenire per contenere la crescita dei costi. La questione riguarda anche la possibilità che gli aumenti salariali già previsti dagli accordi collettivi vengano temporaneamente sospesi quando arriverà il momento di rinnovarli.

La compagnia ha confermato la solidità della propria posizione finanziaria, con 2,6 miliardi di euro di liquidità lorda a fine settembre, dopo aver rimborsato 1,3 miliardi di debiti, sostenuto investimenti per 800 milioni e distribuito 400 milioni agli azionisti. Nella stessa comunicazione ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni da 800 milioni di euro.

Per l’Umbria il quadro ha una rilevanza diretta. Il nuovo scenario introduce una variabile da considerare anche nelle politiche aeroportuali. Se il gruppo dovrà affrontare una crescita della spesa per il carburante nell’ordine dei 2 miliardi di euro, la rinegoziazione dei costi con gli aeroporti diventerà uno dei capitoli della sua strategia. La stessa società ha indicato espressamente le trattative con gli scali tra gli strumenti sui quali intende intervenire.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.