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«In questa giornata di raccoglimento, il nostro pensiero va anche a chi ci ha lasciato troppo presto, a chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Così la presidente della Regione, Stefania Proietti, lunedì al cimitero monumentale di Perugia, dove si è tenuta la cerimonia di commemorazione dei defunti; cerimonia segnata anche dal ricordo di Claudio Marchesi, il militare orvietano dell’Esercito morto giovedì in Bosnia in un incidente mentre si trovava a bordo di un elicottero militare.

La cerimonia La commemorazione, organizzata dal Comune di Perugia insieme alla Prefettura, ha visto la partecipazione delle principali autorità civili e militari del territorio, a partire dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dal prefetto Paolo Canaparo. Presenti anche Francesca Pasquino in rappresentanza della Provincia, il questore Dario Sallustio e la comandante della polizia locale Nicoletta Caponi. La cerimonia si è aperta con la deposizione di corone e l’omaggio al monumento ai caduti di tutte le guerre. A seguire, le autorità hanno visitato alcune tombe di personaggi che hanno segnato la storia culturale e civile della città. Tra queste quelle del critico letterario e politico Walter Binni, della poetessa Vittoria Aganoor Pompili e della contessa Maria Alessandrina Bonaparte Valentini. Un momento di ricordo è stato dedicato anche a Paolo Vinti.

Proietti Nel corso dell’intervento, Proietti ha richiamato il significato della memoria come responsabilità da trasmettere alle nuove generazioni: «Ricordare chi ci ha preceduto e chi ha dato la vita per costruire una società libera e democratica – ha aggiunto la presidente – significa rinnovare il nostro impegno per la pace, la dignità della persona e il rispetto della vita umana». La presidente ha quindi rivolto un pensiero particolare a Marchesi e agli altri militari morti nell’incidente in Bosnia-Erzegovina: «Voglio rivolgere un ricordo particolare al sergente Claudio Marchesi, giovane militare umbro originario di Orvieto, tragicamente scomparso pochi giorni fa nell’incidente dell’elicottero militare in Bosnia-Erzegovina, insieme ad altri tre servitori dello Stato. Alla sua famiglia, ai suoi cari e alle famiglie di tutte le vittime rinnovo la vicinanza e l’abbraccio dell’intera comunità umbra».

I carabinieri Nella stessa mattinata si è svolta anche la commemorazione dei carabinieri caduti nell’adempimento del dovere, nella caserma di corso Cavour, sede del Comando regionale. Alla presenza del prefetto Canaparo, del comandante della Legione, generale di brigata Luca Corbellotti, e del comandante provinciale, colonnello Ivan Riccio, è stata deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti. Il rito è stato accompagnato dal «Silenzio» e dagli onori militari.

Terni A Terni le celebrazioni si sono tenute nella chiesa di Santa Maria del Monumento, nel cimitero. «La celebrazione odierna – ha detto il neo vescovo Alfonso Raimo – è utile occasione per fermarsi a riflettere sul mistero della morte ma anche sulla speranza e sulla promessa della vita eterna. Quando veniamo al cimitero non possiamo semplicemente fermarci a contemplare un passato che non ritorna, ma qui dobbiamo assaporare la gioia di un inizio, di un cammino che dalla terra ci porta al Cielo». Alla cerimonia hanno partecipato i vertici delle istituzioni civili e militari, dal sindaco Stefano Bandecchi al questore Carmine Mosca fino al prefetto Antonietta Orlando e alle associazioni combattentistiche e d’arma.

La cerimonia In particolare, sono stati ricordati coloro che sono morti a causa delle guerre, coloro che sono caduti nello svolgimento del loro servizio a favore del bene comune e nel servizio alla società. La cerimonia è proseguita all’interno del cimitero civico con la benedizione delle corone d’alloro, la preghiera in memoria dei caduti in guerra presso il Sacrario ai caduti, la tomba dei Garibaldini, la deposizione delle corone d’alloro presso i monumenti delle varie forze armate, Corpi dello Stato associazioni combattentistiche e d’arma, e al monumento e fosse comuni dei caduti nei bombardamenti della città di Terni nel 1943.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.