Brunello Cucinelli pronto per lo sbarco in Borsa (foto F.Troccoli)

di D.B.

L’operazione sbarco in Borsa entra nel vivo. Brunello Cucinelli, patron dell’omonima azienda di cachemire, ha presentato a Borsa Italiana e Consob la domanda di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie. Come annunciato già nel maggio scorso a supervisionare lo sbarco saranno Merrill Lynch e Mediobanca. «La Borsa è un passo importante per la crescita, coerente con la nostra filosofia imprenditoriale» ha commentato l’imprenditore perugino. Mediobanca sarà sponsor dell’operazione, insieme a Bofa Merrill Lynch che rivestirà il ruolo di global coordinator. Come spiegato nel dicembre scorso, l’operazione dovrebbe concludersi in primavera.

VIDEO: L’ANNUNCIO DELL’OPERAZIONE

Aprire le porte La società ha al contempo inoltrato alla Consob la domanda di approvazione e via libera alla pubblicazione del Prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di sottoscrizione e vendita (Opvs) volta alla quotazione. I consulenti incaricati sono NCTM Studio Legale Associato e Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom per Brunello Cucinelli spa e Shearman & Sterling Studio Legale per i global coordinators mentre Ernst & Young è la società di revisione incaricata. «Siamo pronti ad aprire le porte del piccolo borgo di Solomeo a investitori-soci – ha commentato il fondatore della società, Brunello Cucinelli – che vorranno sentirsi in qualche maniera nuovi custodi per i prossimi decenni, nel rispetto dell’essere umano e della sua dignità morale ed economica».

L’azienda L’azienda, nata nel 1978, conta oggi oltre 700 addetti, ha 59 boutique monomarca nelle principali capitali e nelle più esclusive località resort e 1.000 selezionati clienti multimarca. A fine anno il numero uno aveva indicato una crescita delle vendite 2011 del 18 per cento, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 245 milioni di euro. L’utile ante imposte, invece, è atteso in crescita del 65% a quota 30 milioni. L’Ipo sarà un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione e dovrebbe riguardare il 35% del capitale. Ad oggi il gruppo è interamente posseduto dal suo fondatore. «Questa scelta – spiegava il re del cashmere nel maggio scorso – ci darà una visione internazionale più forte, un’azienda più robusta, faciliterà l’arrivo di manager di esperienza e ci aiuterà a diversificare il patrimonio». «I grandi maestri dell’umanità – continua – mi hanno condotto a sentirmi custode dell’azienda che rappresento e che porta il mio nome. Il progetto di quotazione spero accompagni i nostri obiettivi di crescita sana, garbata e sostenibile».

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