«Il problema fondamentale è la mancanza del lavoro, questo è il dramma del nostro tempo». Il direttore della Caritas diocesana Giancarlo Pecetti commenta così, ai microfoni di Umbria Radio, i dati dell’Istat diffusi nei giorni scorsi relativi alla povertà. «Ai nostri centri di ascolto – ha aggiunto – si rivolgono per essere aiutati a cercare un’occupazione persone dai 35-38 ai 50-55 anni. Non è possibile, evidentemente, trovare lavoro con facilità. Alcuni di questi casi li abbiamo aiutati anche nel fornirgli una sistemazione abitativa dignitosa, perché hanno perso la casa. Più di una dozzina di famiglie con circa venti minori le accogliamo nel nostro “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza”», un complesso edilizio con appartamenti e servizi per nuclei familiari in particolari difficoltà inaugurato all’inizio del 2014, in piena crisi economica.
Persone in difficoltà Per tante altre famiglie, sottolinea sempre il direttore Pecetti, «la nostra Caritas ha attivato sul territorio diocesano, con il coinvolgimento di comunità parrocchiali, realtà imprenditoriali e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia molto impegnata nel sociale, quattro “Empori della Solidarietà”, è un altro aiuto a quanti hanno perso il lavoro». «Ci troviamo di fronte a gente veramente disperata – commenta il diacono – e quando riusciamo a trovare qualche piccolo lavoro, questo dura poco tempo. Non sono poche le persone che ritornano in Caritas e, nell’essere nuovamente licenziate, vivono un devastante dramma interiore nel come annunciarlo alla moglie e ai figli. È uno stato che provoca poi depressione ed esaurimento. Siamo in mancanza di una dignità, nel sentirsi queste persone praticamente incapaci di trovare una soluzione ai problemi familiari».
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I dati Caritas A Perugia, spiega la diocesi, il peggioramento delle condizioni di vita era già emerso lo scorso giugno, quando la Caritas diocesana ha pubblicato e presentato il primo dossier curato dal suo Osservatorio sulle povertà e l’inclusione sociale diretto dall’economista Pierluigi Grasselli. «In quella circostanza – dice la diocesi – la Caritas ha salutato con soddisfazione il varo del “Sia”, il Sostegno all’inclusione attiva promosso dalle istituzioni per quanti sono in gravi difficoltà materiali, pur rilevando, come ha evidenziato lo stesso Grasselli, che il “Sia” in Umbria aiuterebbe poco più di 6 mila famiglie, mentre quelle in “povertà assoluta” sono 23 mila (il 6 per cento)».
Nuovi poveri Oltre mille nel 2015 le persone che si sono rivolte al Centro di ascolto di Caritas, un terzo delle quali italiane. Nella gran parte dei casi si tratta di famiglie che si sono rivolte alla Caritas per la prima volta, i cosiddetti «nuovi poveri» in maggioranza senza lavoro perché l’hanno perso o non riescono a trovarlo. Sia dai dati del dossier dell’Osservatorio della Caritas perugina che da quelli del rapporto della Caritas italiana, l’aumento della povertà è sempre più inversamente proporzionale all’età: i giovani sono più poveri degli anziani. Per chi volesse dare una mano concreta, in piazza IV Novembre, a Perugia, c’è lo stand di Caritas dove poter acquistare oggetti realizzati da persone in difficoltà.
