di Iv. Por. e Mau.T
Perugina mette in vendita le caramelle Rossana e il marchio ‘Ore liete’. L’indiscrezione di stampa viene riportata dal Corriere della sera alla vigilia dell’importante incontro (che fa seguito a quello in cui la Rsu aveva spiegato le sue proposte) in cui l’azienda presenterà la proposta di piano industriale. Da Nestlè nessuno commenta, mentre i lavoratori non la prendono bene.
In sciopero Proclamata un’ora di sciopero a fine turno, per tutta la giornata, alla Perugina di San Sisto, in risposta alle indiscrezioni di stampa uscite oggi, 1 marzo, alla vigilia dell’importante incontro di domani in Confindustria sul piano industriale Nestlè. «La Rsu e i lavoratori – si legge in una nota – non accettano giochi e speculazioni in vista di un appuntamento di fondamentale importanza per il futuro del sito produttivo. Il mantenimento di corrette relazioni industriali è essenziale per avviare un confronto leale tra le parti. In questo modo, invece, si parte molto male».
TUTTA LA VICENDA NESTLE’-PERUGINA
Le indiscrezioni Ma ecco nel dettaglio le indiscrezioni che hanno mandato su tutte le furie i lavoratori. «Nestlè – scrive il Corriere della sera – ha deciso di rinunciate alle caramelle Rossana e alla pasticceria a marchio ‘Ore liete’, prodotti storici che la multinazionale di Verey possiede in Italia da oltre trent’anni. Cioè da quando si è comprata la Perugina che aveva lanciato la caramella rossa nel 1926 per rendere omaggio alla dama amata da Cyrano de Bergerac, ma che adesso finirà in alte mani».
FOTOGALLERY: CAMUSSO A PERUGIA
Grandi marchi interessati «Con tutta probabilità – è scritto ancora – in quelle di gruppi industriali come Sperlari, Ambrosoli, Elah, Dufour Novi e Perfetti, visto che la Nestlè, affiancato dall’advisor Vitale & Co, cederà solo i marchi e non le produzioni. Il gruppo alimentare guidato dal ceo Paul Bulcke è un investitore storico in Italia, dove è presente con Sanpellegrino, Purina, Nespresso e Nutrition che impiegano circa 5.500 dipendenti in 16 stabilimenti, con ricavi di 2 miliardi. Ma il calo dei consumi ha messo sotto pressione i margini delle attività italiane. Da qui la decisione di non disperdere energie su business secondari in fatto di taglia e concentrarsi sul cioccolato. Il perimetro in vendita produce infatti un giro d’affari di poco superiore a 20 milioni».
Camusso: «No ridimensionamenti» Anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è intervenuta sulle indiscrezioni di stampa e, in piazza Italia, al termine della manifestazione a difesa delle pensioni ha detto: «Siamo esattamente di fronte a uno degli esempi di aziende che continuano a riorganizzare. Aziende che con questa scelta dicono – ha spiegato – che non intendono investire e innovare, per avere nuova qualità del prodotto, ma semplicemente ridimensionare».
Cgil: «Pronti a reagire» Sull’incontro di mercoledì sindacati e Rsu confermano il loro spirito costruttivo. «Ci presenteremo come programmato – spiega Michele Greco della Flai Cgil – mantenendo le nostre posizioni condivise con i lavoratori in assemblea. Certo, così la trattativa parte ancora di più in salita per quella che è una decisione su cui non siamo d’accordo e che viene fatta trapelare in modo così irrituale il giorno prima dell’incontro. Noi chiediamo sostenibilità occupazionale e sviluppo per San Sisto, cose che male si conciliano con queste decisioni ma saremo comunque ancora una volta costruttivi e coerenti. Se l’azienda vorrà dare un taglio più vertenziale siamo pronti a reagire, come abbiamo dimostrato oggi. Ogni decisione, comunque, sarà presa in fabbrica con i lavoratori dopo l’incontro».
Uil: «Intollerabile» Per il segretario territoriale di Uila Uil Perugia Daniele Marcaccioli «è intollerabile che alla vigilia di un incontro così importante si facciano trapelare notizie in merito alla disponibilità di Nestlé di disimpegnarsi da due marchi importanti quali Rossana e Ore liete. Non è questo il modo di intrattenere corrette relazioni sindacali – dichiara ancora Marcaccioli –. Se si dà in pasto all’opinione pubblica una notizia simile è ovvio che alla riunione ci presenteremo ‘sul piede di guerra’ e che il tutto si svolga in un clima di scontro. Credevamo, invece, che si volesse un confronto corretto e trasparente. Qualunque piano industriale la direzione di Nestlé ci voglia presentare per San Sisto, che preveda l’abbandono dei due marchi – aggiunge Marcaccioli – è per noi inaccettabile. Sebbene mai rilanciati negli anni, una loro sostituzione vorrebbe dire ripartire da zero. Ben diverso sarebbe, invece, investire su brand conosciuti e apprezzati come Rossana e Ore liete. A meno che non arrivino produzioni già sviluppate altrove e che abbiano già un canale commerciale, un mercato e volumi importanti che possano sostituire quelli attuali, noi non vediamo alternative al mantenimento dei due marchi. L’impianto di San Sisto – conclude Marcaccioli – deve restare strategico nello scenario complessivo della produzione industriale di Nestlé. Se l’azienda non ha queste intenzioni lo dica chiaramente».
Marini «Sono sorpresa e preoccupata – commenta la presidente della Regione Catiuscia Marini – dalle notizie apparse oggi sulla stampa nazionale che fanno presupporre anticipazioni alle proposte di piano industriale che molto probabilmente la multinazionale Nestlé porrà all’attenzione dei diversi interlocutori istituzionali e aziendali compresi i lavoratori, nella giornata di domani». Marini, insieme al vicepresidente Fabio Paparelli, parteciperà all’incontro in programma per mercoledì insieme alla delegazione della Nestlé, guidata da Leo Wencel, capo mercato della multinazionale. «Per l’Umbria e per Perugia lo stabilimento Perugina del Gruppo Nestlé – prosegue la presidente – è una realtà industriale e occupazionale importante e tale vogliamo che sia mantenuta anche per il futuro. Anche per questo ascolterò con ancora maggiore attenzione e preoccupazione quanto domani la delegazione della Nestlé ci presenterà». La presidente Marini aggiunge quindi che «d’intesa con il sindaco e la città di Perugia, e interpretando soprattutto gli interessi dei lavoratori, assumeremo ogni utile iniziativa istituzionale volta al mantenimento della produzione industriale, dello sviluppo dei marchi, e soprattutto per la salvaguardia dell’occupazione».
Romizi «Se le anticipazioni del piano industriale Nestlè, apparse sulla stampa, fossero confermate, si andrebbe a delineare un panorama che desterebbe non poca preoccupazione. Attendiamo, comunque, l’incontro in programma domani per conoscere in maniera dettagliata i programmi futuri dell’azienda». E’ quanto afferma il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che con l’assessore alle Attività produttive del Comune, Michele Fioroni, incontrerà mercoledì una delegazione della Nestlè. «Appare quasi superfluo – continua Romizi – sottolineare l’importanza della Perugina per la città, sotto un punto di vista economico, storico e di immagine. E’ per questo che insieme alle altre istituzioni siamo pronti, qualora ve ne fosse bisogno, a mettere in campo ogni utile iniziativa che tuteli i lavoratori e lo storico marchio».

I Sindacati sono la mano armata delle Aziende, se hanno deciso alla Nestlé di fare questo …lo faranno!
Ci vorrebbe sciopero ad oltranza, altro che un ora a fine turno, magari il venerdì!