E’ stata definita una «svolta epocale» e di «rinnovamento», la fuoriuscita di associati da Confapi Perugia e la costituzione in Associazione piccole e medie imprese dell’Umbria. Il nuovo organismo è stato presentato giovedì nella sede di piazza della Repubblica, a Perugia, dal neo-presidente, Mario Brustenga, e dal promotore dell’iniziativa, Gabriele Chiocci. Un processo di riorganizzazione – è stato sottolineato -che sta coinvolgendo anche altre regioni italiane, come Emilia-Romagna, Veneto, Basilicata, Toscana, Marche, Abruzzo. L’associazione conta già 2.200 piccole e medie imprese regionali e, a livello nazionale, rappresenta 30mila imprese e 500mila lavoratori.
Sistema inadeguato «L’uscita da Confapi – ha spiegato Brustenga – è dipesa dalla inadeguatezza del sistema e dalla necessità di riqualificare la rappresentanza datoriale. Abbiamo compiuto, con coraggio e senso di responsabilità, un passo importante per dare il giusto supporto alle nostre aziende, soprattutto in questo momento di crisi». Chiocci ha parlato di una «nuova era per le piccole e medie imprese» e ha precisato che «Pmi non è un semplice cambio di nome, ma risponde alla volontà di smantellare il vecchio sistema conservativo, di sburocratizzare la nostra struttura per dare un segnale preciso anche alle istituzioni».
Nuovo soggetto «Il nuovo soggetto – ha continuato -, che non sarà più diviso in Perugia e Terni, ma unico, saprà far fronte alle mutate esigenze delle imprese e garantirà una rappresentanza dinamica e leggera sia in termini di infrastrutture, sia di organizzazione delle attività, restituendo il giusto valore al lavoro e alla produzione». Tra le finalità dell’associazione, attualizzare l’offerta dei servizi in base all’evolversi delle opportunità di business, con particolare riguardo all’internazionalizzazione, sperimentare un nuovo modello di relazioni industriali e rinegoziare con il sistema del credito ruolo, peso e merito delle piccole e medie imprese.

