Una protesta degli operai Merloni (Foto F.Troccoli)

C’è solo Qs, si vada avanti. L’offerta dell’imprenditore marchigiano Giovanni Porcarelli è l’unica esistente per le tre fabbriche di elettrodomestici della Antonio Merloni a Fabriano e a Nocera Umbra. Lo hanno comunicato ufficialmente gli amministratori straordinari della società ai sindacati.

Il progetto Porcarelli L’incontro è avvenuto mercoledì al ministero per lo Sviluppo economico, secondo quanto riferisce il coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici, Gianluca Ficco. Il progetto di Porcarelli, già fornitore della Merloni e già sindaco di centrodestra di Cerreto d’Esi, sarà presentato nei prossimi giorni al Comitato di sorveglianza e al ministero. Prevede complessivamente 45 milioni di investimenti e l’assorbimento di 700 dipendenti sui circa 2.000 attualmente in amministrazione controllata. Le produzioni, sempre nel settore elettrodomestici, si specializzerebbero nel ramo professional.

Sindacati ottimisti «Aspettiamo di vedere nei dettagli il piano industriale per discutere del numero dei rioccupati e degli ammortizzatori sociali, anche attraverso il lancio dell’Accordo di programma per il rilancio del distretto», commenta il coordinatore della Fiom del gruppo, Evaristo Agnelli. «Di positivo – sottolinea Ficco della Uilm – vi è che siamo in presenza di un imprenditore del territorio, già noto ed apprezzato per quanto fatto fino ad ora con la società QS».

Altra chance per Nocera «Quello di Porcarelli sembra un progetto solido dal punto di vista industriale e finanziario che torna a dare valore al distretto – aggiunge il segretario nazionale della Fim Cisl, Anna Trovò – inoltre prevede la possibilità per Invitalia di prendersi migliaia di metri quadrati per nuove iniziative imprenditoriali a Nocera Umbra in nuovi settori produttivi».

Cgil: necessario confronto «E’ necessaria – chiede Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil che ha firmato giovedì un comunicato congiunto con i segretari Cgil delle Marche e dell’Umbria – una convocazione ufficiale da parte del ministro dello sviluppo economico Paolo Romani per affrontare i problemi della vertenza Merloni e anche per dare consequenzialità e concretezza all’accordo di programma sottoscritto».

Occupazione e prospettive Secondo Scudiere, si deve dare «senso compiuto ad una vertenza che deve dare una risposta sulle questioni fondamentali dei livelli occupazionali e delle prospettive della fascia appenninica umbro-marchigiana, che già vede in atto un forte processo di deindustrializzazione. Nella vertenza Antonio Merloni oltre ai 2000 dipendenti diretti occorre dare una risposta anche alle centinaia dei lavoratori dell’indotto». «Riteniamo – dice Scudiere – che sulla vertenza Antonio Merloni il Governo nazionale debba svolgere quel ruolo di sostegno allo sviluppo e alla difesa dei livelli occupazionali, ruolo su cui il Governo finora è stato del tutto latitante».

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