La Cgil apre alla proposta di Qs Group di rilevare la Merloni, ma chiede al ministro Romani di convocare subito un tavolo con il sindacato.
La proposta di Qs Una nota firmata dal segretario nazionale Vincenzo Scudiere e dai due segretari generali di Umbria e Marche, Mario Bravi e Gianni Venturi, si sottolinea come nell’incontro che si è svolto mercoledì tra il ministro delle Attività produttive, Paolo Romani, i commissari e le Regioni Marche e Umbria è stata ufficializzata l’ipotesi QS di Borgarelli, che si è dichiarata interessata a rilevare l’attività produttiva per tutto il perimetro umbro-marchigiano con una prospettiva occupazionale di 700 unità rispetto agli oltre 2000 addetti del gruppo.
Cgil interessata «Come Cgil – affermano i segretari – siamo interessati a discutere, ad approfondire e verificare questa ipotesi, a partire dal piano industriale, e soprattutto a rilanciare l’accordo di programma che impegna il governo con la cifra di 35 milioni di euro, in aggiunta a quelli delle regioni Marche e Umbria. A partire dalla verifica sull’ipotesi QS, è prioritario, come abbiamo sottolineato nell’iniziativa che si è svolta nel luglio scorso a Fabriano, lavorare su un accordo di programma che dia una risposta complessiva ai temi della crisi dell’Antonio Merloni, dell’indotto e delle difficoltà strutturali della fascia appenninica umbro-marchigiana dove sono in discussione oltre 3 mila posti di lavoro».
Il tavolo Per questo, il sindacato ritiene «fondamentale che il ministro delle Attività produttive Romani convochi in tempi stretti un incontro con le organizzazioni sindacali per costruire risposte certe e di prospettiva in una delle vertenze più rilevanti a livello nazionale».

