di Dan. Bo.
Prima quelli di San Giustino, poi quelli di Terni e infine quelli di Perugia. Sono almeno una decina i lavoratori di Liomatic che in questi giorni hanno ricevuto le lettere di licenziamento da parte dell’azienda. «Una vertenza – spiega Valerio Natili, segretario della Fisascat Cisl – iniziata a settembre e che si è conclusa il 19 novembre a Roma al ministero del Lavoro senza un accordo. Tutto ciò potrebbe portare a 151 licenziamenti su tutto il territorio nazionale, anche se è l’Umbria che pagherà il prezzo maggiore». Mesi nel corso dei quali è stato impossibile utilizzare gli ammortizzatori sociali dato che, come spiega la Cisl, l’inquadramento dei lavoratori all’Inps è quello di venditori ambulanti «determinando un risparmio economico – dice Natili – di oltre 20 euro al mese per ogni dipendente».
Venditori ambulanti? «Per quanto riguarda chi guida i furgoni e distribuisce la merce – osserva sul punto Natili – ci potrebbe pure stare, ma come si fa con meccanici, impiegati o addetti al magazzino? È un inquadramento abbastanza curioso». Niente da fare neppure per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, «che la dirigenza Liomatic ha fatto pesare come una concessione a suo carico alle organizzazioni sindacali». Un percorso alla fine del quale «la trattativa è naufragata a seguito di un cavillo giuridico che l’azienda avrebbe potuto agilmente sanare ma che alla prova dei fatti ha dimostrato che non c’era alcuna intenzione di raggiungere un’intesa con le rappresentanze dei lavoratori».
Le scelte Complessivamente in Umbria i lavoratori a rischio esubero sono 61: molti di questi (almeno una quindicina solo a Perugia) hanno deciso di accettare il bonus offerto dall’azienda e andarsene, altri hanno detto sì al part-time mentre per quanto riguarda i licenziamenti a ricevere le lettere sono stati otto dipendenti a Perugia, due a Terni e cinque a San Giustino. Una ristrutturazione alla base della quale la Cisl non vede motivi economici: «Si è voluto a tutti i costi portare a casa un risultato – dice il sindacato – che l’azienda aveva già determinato in partenza e che avrebbe dovuto vedere il sindacato nella parte di colui che doveva semplicemente certificare una decisione aziendale».
Bilancio ok A testimonianza di ciò la Cisl parla dei numeri che caratterizzano il bilancio 2014, che l’azienda ha chiuso in positivo: «Dietro alla scelta di procedere ai licenziamenti – sostiene Natili – non c’è una effettiva necessità di adeguare l’azienda al mercato, ma forse molto più probabilmente l’interesse a creare le condizioni per rendere il prodotto Liomatic più appetibile in un mercato, quello del vending, caratterizzato da continue acquisizioni, dismissioni e fusioni». «Dobbiamo prendere atto – conclude – di aver fallito nel nostro obiettivo, di non essere riusciti a creare quelle condizioni necessarie per un accordo, ma siamo anche convinti che per raggiungere un accordo e’ necessario che 2 volontà perseguano lo stesso obiettivo, cosa che in questa trattativa non abbiamo mai percepito».
Twitter @DanieleBovi
