Nel 2025 la spesa media mensile delle famiglie umbre è stata di 3.257 euro, il secondo valore più alto tra le regioni italiane dopo il Trentino-Alto Adige mentre la media nazionale è di 2.782 euro. È il quadro che emerge dal rapporto di Istat sulla spesa per consumi delle famiglie pubblicato giovedì. Il dato umbro risulta in forte crescita rispetto ai 2.640 euro stimati per il 2024: un aumento di 617 euro, pari al 23,4 per cento. La variazione va però letta con attenzione, perché gran parte della crescita dipende da una componente non monetaria della spesa, quella degli affitti figurativi.
Gli affitti figurativi In soldoni, si tratta del valore che Istat attribuisce all’abitazione quando la famiglia vive in una casa di proprietà, in usufrutto o in uso gratuito: in pratica, il canone mensile che potrebbe essere ottenuto mettendo l’immobile in affitto. Una voce che l’Istituto utilizza per rendere confrontabili le condizioni economiche delle famiglie con diversi titoli di godimento dell’abitazione, ma che non corrisponde a una somma effettivamente pagata. In Umbria l’affitto figurativo passa dai 510 euro medi mensili del 2024 ai 948 euro del 2025, con un aumento di 438 euro, pari all’85,9 per cento. Da sola questa voce spiega circa il 71 per cento dell’incremento complessivo della spesa media regionale tra i due anni. La sua incidenza sul totale passa così dal 19,3 per cento al 29 per cento.
Senza gli affitti Il quadro cambia sensibilmente se si guarda alla spesa media al netto degli affitti figurativi. Nel 2024 il valore è di 2.130 euro al mese; nel 2025 sale a 2.309 euro. L’aumento è quindi di 179 euro, pari all’8,4 per cento, molto inferiore al +23,4 per cento della spesa complessiva. Non si tratta della misura esatta degli esborsi monetari delle famiglie, perché nella definizione Istat della spesa per consumi rientrano anche altre componenti non monetarie; è però un indicatore utile per depurare il confronto dalla componente che in Umbria presenta la variazione più marcata.
La spesa Anche la composizione delle altre spese mostra aumenti più contenuti. Gli alimentari e le bevande analcoliche passano da 532 a 545 euro mensili, con una crescita di 13 euro, pari al 2,5 per cento. La spesa per i trasporti sale da 344 a 365 euro (+6,3 per cento); quella per ristoranti e alloggi da 153 a 187 euro (+22,1 per cento). Crescono anche ricreazione, sport e cultura, da 117 a 133 euro (+13 per cento), e i mobili, articoli e servizi per la casa, da 103 a 122 euro (+18,1 per cento). Diminuiscono invece abbigliamento e calzature, da 111 a 108 euro, e la spesa sanitaria, da 122 a 120 euro; resta sostanzialmente stabile quella per informazione e comunicazione, pari a circa 76 euro al mese. Insomma, da una parte la stima ufficiale colloca l’Umbria al secondo posto in Italia per spesa media familiare nel 2025; dall’altra, il confronto con l’anno precedente risente in modo molto forte dell’incremento degli affitti figurativi. Istat, inoltre, non inserisce l’Umbria tra le regioni per le quali l’aumento della spesa rispetto al 2024 risulta statisticamente significativo.
Le altre regioni Confrontando l’Umbria con il resto del paese, nel 2025 la regione si colloca al nono posto con 2.309 euro mensili; davanti ci sono Trentino-Alto Adige (2.779 euro), Valle d’Aosta (2.568), Emilia-Romagna (2.497), Marche (2.482), Toscana (2.408), Lombardia (2.406), Friuli-Venezia Giulia (2.352) e Veneto (2.312). L’Umbria precede invece il Lazio, fermo a 2.266 euro, e il Piemonte, a 2.236. La posizione regionale resta la stessa del 2024 anche dopo l’esclusione dell’affitto figurativo: l’Umbria era nona con 2.130 euro mensili. La differenza sta quindi soprattutto nel ritmo di crescita. Tra il 2024 e il 2025 la spesa umbra al netto degli affitti figurativi aumenta dell’8,4 per cento, mentre la stessa misura riferita all’insieme delle famiglie italiane passa da 2.138 a 2.171 euro, con una crescita dell’1,6 per cento. Nel 2025, quindi, la spesa delle famiglie umbre al netto degli affitti figurativi è superiore alla media italiana di circa 138 euro al mese, pari al 6,4 per cento. Nel 2024 era invece leggermente inferiore alla media nazionale: 2.130 contro 2.138 euro.
I carburanti Un 2025 in cui non era ancora esploso il prezzo dei carburanti. Secondo una stima della Cgia di Mestre pubblicata nelle scorse ore, in Umbria il rincaro per famiglie e imprese è di 239 milioni di euro, con una spesa che passa da 1,150 a 1,389 miliardi di euro; in termini relativi si parla di quasi il 21 per cento. Su base mensile l’aggravio è di quasi 20 milioni di euro.
