
di Iv. Por.
Allarme massimo a Terni, dopo la decisione della Lyondell Basell di dire no al piano di acquisizione presentato dalla Novamont. Le istituzioni si mobilitano immediatamente chiedendo l’apertura di una «Tavolo nazionale» per dirimere una vertenza che, a questo punto, si fa davvero complicata. Uno spiraglio, dopo le sollecitazioni arrivate questa mattina dalle istituzioni, è arrivato poco dopo l’ora di pranzo quando il ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani ha comunicato di aver convocato per mercoledì la Lyondell Basell per avviare la fase conclusiva del negoziato.
Rossi: ora il tavolo nazionale «E’ un segnale importante – commenta l’assessore allo Sviluppo economico Rossi – che accogliamo con soddisfazione e che dimostra l’interesse del Governo a voler risolvere una situazione di crisi che fa sentire gli effetti, oltre che sul territororio regionale, in tutta la nazione. Ora, in tempi brevi – aggiunge Rossi – ci aspettiamo la convocazione del tavolo nazionale che rappresenterà, ancor di più, un segnale dell’impegno diretto del Governo a lavorare in sinergia con la Regione e le istituzioni locali per far uscire dalla crisi il polo chimico ternano».
Cgil: un primo segnale «E’ un primo segnale dal Governo – commenta il segretario provinciale della Filctem Cgil Sergio Cardinali – che con autorevolezza sta cercando di reimpostare una questione che fino a ieri sembrava perduta. Rimane ancora un forte dubbio – continua Cardinali – sulla posizione che assumerà la Basell. Mi auguro che il Governo sia convincente e si sappia far valere». Confermate, anche in seguito alla comunicazione del ministero, la riunione della rsu della Basell di domenica e l’assemblea dei lavoratori di martedì.
Lunedì incontri con istituzioni e sindacati Nella mattinata di oggi intanto l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Gianluca Rossi ha messo in programma per lunedì due incontri nella sede ternana dell’assessorato. Al primo, alle 15, sono stati invitati i consiglieri regionali eletti a Terni (Stufara, De Sio, Galanello, Brega e Nevi). Alle 16 invece si terrà un incontro più allargato al quale sono stati invitati il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sandro Piermatti, l’assessore allo sviluppo economico della Provincia di Terni Domenico Rosati,e le organizzazioni sindacali della Provincia di Terni e di categoria.
La rottura Ieri pomeriggio l’incontro tra le segreterie nazionali dei sindacati e i vertici della multinazionale che opera anche a Ferrara e Brindisi. Non del tutto chiari i motivi della chiusura a un progetto industriale che sembra solido e che aveva fatto sperare tutto il mondo economico ternano. Da indiscrezioni potrebbe essere un modo di alzare la posta.
Lettera al ministro Intanto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia e il sindaco di Terni, Feliciano Polli e Leopoldo Di Girolamo, in una lettera congiunta, chiedono al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che sulla vertenza Basell si apra «un confronto nazionale, magari da tenersi nella stessa città di Terni, a significare l’impegno diretto del Governo per un’azione congiunta con la Regione e le istituzioni locali a sostegno delle prospettive produttive del sito, della chimica italiana nel suo complesso e a sostegno dei lavoratori».
Ritardi e incertezze Nella lettera Marini, Polli e Di Girolamo lamentano «i ritardi e le incertezze di Lyondell Basell nell’accettare o quantomeno avviare un negoziato conclusivo», e che tale atteggiamento determina un «ulteriore e grave motivo di preoccupazione per le istituzioni locali, sindacati ed imprese». «Come noto – si afferma nella lettera – la Lyondell Basell ha cessato nel mese di luglio le produzioni dello stabilimento di Terni. Una realtà industriale con 120 dipendenti che rappresenta il fulcro del polo chimico ternano caratterizzato da aziende utilizzatrici di polipropilene prodotto nello stabilimento della multinazionale e imprese che condividono i costi comuni di gestione delle infrastrutture energetiche, di sicurezza e di servizio del sito chimico».
Mille lavoratori in bilico «Le aziende insediate nel polo – prosegue la lettera – occupano oltre 1000 lavoratori, tra diretti ed indiretti, e rappresentano un insediamento storico della chimica italiana. Gli effetti della chiusura dello stabilimento Lyondell Basell rischiano di determinare conseguenze a catena certe ed immediate sul polo nel suo insieme tali da depauperare in maniera inaccettabile il patrimonio industriale dell’Umbria e quello italiano». La presidente Marini, il presidente Polli e il sindaco Di Girolamo ricordano anche come «nei mesi scorsi è stata formulata da Novamont spa la proposta di acquisizione dell’impianto Basell nel contesto di un programma complessivo di sviluppo industriale del polo chimico su driver di innovazione della chimica verde che prevede tra l’altro anche il coinvolgimento di altre aziende insediate nel sito», aggiungendo anche che «la struttura complessiva del programma è stata già presentata in sede tecnica al ministero ed alle istituzioni locali». Infine i tre rappresentanti delle istituzioni locali sottolineano come la richiesta di un “Tavolo nazionale” sulla questione Basell sia già stata avanzata nello scorso mese di agosto, sia al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, sia al sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia.
Parlamentari Pd: crisi preoccupante «Le notizie negative sull’incontro con la Basell, dalle quali si evince l’indisponibilità della multinazionale a cedere l’azienda di Terni alla Novamont, non possono che acuire le ragioni di preoccupazione per una crisi che coinvolge l’intero polo chimico ternano e riguarda direttamente e indirettamente migliaia di famiglie». E’ quanto ribadiscono, in una nota congiunta, i parlamentari del Pd Marina Sereni, Carlo Emanuele Trappolino ed Anna Rita Fioroni. «E’ indispensabile – ribadiscono i tre parlamentari – la convocazione di un tavolo nazionale presso il ministero dello Sviluppo economico che coinvolga tutti i soggetti interessati. Le problematiche da risolvere sono numerose, alcune, come la scadenza della Cig e la questione delle forniture elettriche, assolutamente urgenti. Come parlamentari umbri ci associamo alle richieste avanzate da Cgil, Cisl e Uil e dalle istituzioni regionale e locali affinché, prima della pausa per le festività natalizie, si possa ottenere un nuovo incontro volto a esaminare l’insieme dei problemi aperti, le obiezioni avanzate dalla Basell e a identificare gli strumenti utili a rimuovere gli ostacoli fin qui frapposti dalla multinazionale alla realizzazione del progetto della Newco per la ripresa dell’attività e il rilancio del sito nella direzione della chimica verde».
De Sio: le cose tornano al punto di partenza Il consigliere regionale Alfredo De Sio invec (Pdl) esprime la propria preoccupazione ed auspica «fermezza ed azione unitaria da parte delle istituzioni» per giungere ad una soluzione positiva: «L’annunciata indisponibilità a valutare positivamente il Piano Novamont – secondo De Sio – riporta le pedine al punto di partenza, aprendo scenari che vedono la multinazionale giocare al rialzo sulla pelle dei lavoratori e sul futuro di un’intera area produttiva».
«In questi mesi – prosegue – tutti hanno cercato di aprire crepe nel rigido protocollo che la multinazionale aveva adottato, per evitare la definitiva chiusura dello stabilimento. Oggi, alla luce di continui silenzi e rilanci da parte dell’azienda, occorre un salto di qualità nel confronto, affinché tutte le istituzioni, in primis il ministero dello Sviluppo economico, guidino una trattativa che deve poter contare sull’autorevolezza del Governo ma anche su soluzioni percorribili per giungere ad una conclusione positiva».
De Sio, che nelle scorse ore ha richiamato l’attenzione degli esponenti del Governo sulla vicenda, garantisce «il sostegno di tutti gli eletti del Pdl dell’Umbria e la vicinanza ai lavoratori», e annuncia che nel corso della manifestazione regionale del Popolo della Libertà, che si svolgerà domani, sabato 11 dicembre, a Terni, presso le ex officine Bosco, i parlamentari umbri confermeranno il loro impegno nel chiedere al governo di fare tutto il possibile per giungere ad un accordo».
