A rischio più di mille posti di lavoro della grande distribuzione organizzata su tutto il territorio nazionale; 600 i licenziamenti previsti dal gruppo Unicoop Tirreno (di cui una decina in Umbria), 500 i dipendenti che si appresta a mettere alla porta la catena Carrefour; non si hanno al momento dati certi sulle conseguenze che potrebbe avere sul punto vendita di Terni, già in passato considerato a rischio chiusura, ma senza dubbio tra maestranze e sindacati il timore di ripercussioni è considerevole, pronti gli scioperi.
Unicoop Tirreno Il 19 gennaio scorso si sono tenute le prime assemblee dei lavoratori a livello territoriale (in particolare in Umbria ad Orvieto) convocate dalla Filcams Cgil alla luce delle preoccupanti novità emerse: l’azienda ha infatti annunciato un piano di tagli che prevede 481 esuberi equivalenti full time (che quindi, considerato l’alto numero di part time, potrebbero trasformarsi in oltre 600 licenziamenti), con otto negozi in cessione (uno dei quali in Umbria, a Montefranco) e 16 chiusure (una in Umbria, a Sferracavallo di Orvieto): «Lavoratrici e lavoratori di Unicoop Tirreno sono estremamente preoccupati per un Piano industriale che prevede solo tagli – afferma Caludio Aureli, della Filcams Cgil di Terni – mentre al momento non è stato annunciato alcun investimento credibile. Per questo – continua Aureli – insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil a livello nazionale abbiamo indetto 8 ore di sciopero che verranno calendarizzate nei prossimi giorni. La preoccupazione della Filcams Cgil – conclude Aureli – è che gli evidenti errori del management di Unicoop Tirreno vengano ancora una volta fatti pagare esclusivamente alle lavoratrici e ai lavoratori. Non siamo disposti ad accettarlo».
