Ex Novelli - stabilimento di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Malgrado le sollecitazioni sindacali, ai lavoratori di Fattorie Novelli è stato pagato soltanto metà dello stipendio di luglio. Ferragosto di rabbia per il centinaio di operai degli stabilimenti di Spoleto ancora in organico al ramo uova che fanno già i conti con una busta paga alleggerita dal ricorso alla cassa integrazione. Per loro si tratta di un’altra beffa, perché anche il salario di maggio è stato pagato al 50 per cento e la restante parte non è ancora stata versata. In questo senso, venerdì mattina, sono i sindacalisti di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil dell’Umbria, oltre alla Rsa di Fattorie Novelli, a chiedere «chiarezza e trasparenza per affrontare e superare il periodo delicato e traghettare il comparto uova dell’ex Gruppo Novelli fuori dal lungo stato di emergenza». Il 21 settembre, infatti, è programmata la quarta asta di vendita, dopo che tre sono già andate deserte. Se questo dovesse essere l’epilogo anche della nuova chiamata, c’è l’impegno a indire al massimo entro novembre una nuova procedura, con criteri e contenuti differenti di quelli inseriti nell’attuale bando di cessione.

Ferragosto di rabbia alla ex Novelli Restano, dunque, lettera morta le istanze messe sul tavolo delle curatele fallimentari, affidate a Marco Bartolini per il Gruppo Novelli e Fernando Caldiero per Alimenitaliani, dai rappresentanti dei lavoratori che, nell’ultimo confronto, incentrato sulle procedure di vendita, avevano anche chiesto il pagamento dello stipendio di luglio prima di Ferragosto, affinché i dipendenti potessero beneficiare di una boccata di ossigeno. In quell’incontro ai curatori erano stati chiesti anche impegni per il versamento del saldo dello stipendio di maggio, che tuttora non è stato pagato alle maestranze. I sindacalisti di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, in una nota spiegano che, «dietro nostra richiesta di anticipare il pieno stipendio prima di Ferragosto, chiedendo certezze sul pagamento dello stesso, i consulenti di Fattorie Novelli, supportati dalla presenza delle due curatele, avevano dato certezze, assicurando che non ci sarebbero stati problemi per onorare l’intera mensilità».

Pagato solo metà stipendio di luglio Ma così non è stato, perché venerdì mattina ai rappresentanti dei lavoratori «è stato comunicato il pagamento del solo acconto del 50 per cento dello stipendio di luglio». In questo quadro, ovviamente, viene espresso «forte rammarico e delusione per l’ennesima promessa disattesa» nei confronti di lavoratori che «stanno facendo – ribadiscono i sindacalisti – sacrifici, malgrado subiscano un disagio economico a causa del ricorso agli ammortizzatori sociali e del ritardo nei pagamenti». Da qui la nuova richiesta dei sindacati che esigono «risposte immediate sul saldo degli stipendi mancanti di maggio e luglio 2022, oltre alla 14esima mensilità per gli impiegati agricoli», definendo a questo punto «necessario un coinvolgimento fattivo delle istituzioni locali, a garanzia e a salvaguardia dell’intera filiera e dell’occupazione, per la costruzione di un bando di vendita equo e trasparente, ritenendo questa la fase finale di una logorante vertenza che dura da oltre 12 anni».

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