La fabbrica di Narni (foto Colonna)

di Chiara Fabrizi

Tempo scaduto per l’accordo sui licenziamenti collettivi di Elettrocarbonium. E ora, come era già stato riportato nei giorni scorsi, la palla passa a Confindustria chiamata a comunicare formalmente alla Regione il mancato raggiungimento della firma tra la parte sindacale e quella aziendale. Forte, inevitabilmente, è la preoccupazione tra i lavoratori del sito di Narni dove lunedì era programmato anche il distacco dell’energia che, invece, non sarebbe avvenuto a seguito di una proroga dai contorni da chiarire.

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Tempo scaduto per accordo su licenziamenti Ma andiamo con ordine. Come era nell’aria ormai da giorni, le segreterie territoriali e l’azienda dell’amministratore delegato Michele Monachino non hanno trovato la quadra per firmare il licenziamento collettivo, provvedimento richiesto dagli stessi rappresentanti dei lavoratori per permettere alla maestranze di beneficiare degli ammortizzatori sociali, ossia il residuo di mobilità per chi ne dispone e la Naspi introdotta dal governo Renzi. Ma l’accordo entro il 9 maggio non c’è stato e così ora spetta a Confindustria prendere carta e penna e recapitare alla Regione la documentazione che sostanzialmente certifica l’impasse. Il passaggio è fondamentale per proseguire l’iter previsto in questi casi, ossia quando il braccio di ferro diventa estenuante.

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Palla a Confindustria Va comunque detto che, dopo le formalità di rito, la Regione è tenuta a sua volta a concedere ulteriori 30 giorni alle parti per tentare di comporre la partita, esauriti i quali Elettro è tenuta a licenziare i dipendenti al massimo in quattro mesi. Attualmente non risulta che Confindustria abbia inviato la documentazione del caso, ma considerato che i tempi sono scaduti lunedì non è escluso che si proceda a strettissimo giro, come auspicano tutti a cominciare dai lavoratori, che fino all’esaurimento dei tempi previsti resteranno senza tutele. Contestualmente si apprende che il distacco dell’energia elettrica che l’azienda fornitrice aveva annunciato per lunedì non sarebbe avvenuto in virtù di una proroga. Poco chiare attualmente le cause a partire delle quali il fornitore avrebbe concesso ulteriore tempo a Elettro, prima di spegnere la luce su un progetto ormai naufragato.

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