di Chiara Fabrizi

Almeno un centinaio di contratti a termine non saranno rinnovati. Gli arretrati di luglio e agosto e la mensilità di settembre dovute ai lavoratori restano in bilico. E l’approvvigionamento dei siti produttivi procede a singhiozzo, segno che i confronti con le banche sono ancora ampiamente in corso. È un quadro «delicatissimo» quello dipinto dalla Cgil sulla vertenza del gruppo Novelli.

Il Cda chiede tempo E a poco, in questo senso, è valso l’incontro che le sigle sindacali hanno avuto mercoledì pomeriggio con il Consiglio di amministrazione (Cda) «tecnico», appena insediato. A Roma il presidente Alessandro Musaio e l’amministratore delegato (ad) Alberto Alfieri hanno chiesto almeno dieci, quindici giorni. Tempo che servirà al professore e al top manager per chiudere il cerchio con gli istituti di credito e far ripartire il Gruppo.

Rebus stipendi Ma la manovra non è semplice. «Mercoledì al tavolo del ministero – ha spiegato davanti ai cancelli Sara Palazzoli (Cgil) – abbiamo detto chiaramente che siamo sull’orlo, ai lavoratori manca il 40% dello stipendio di luglio e agosto e tutto settembre, ci è stato assicurato che nei prossimi giorni verranno versati 800 euro a tutti i lavoratori del Gruppo, un acconto di ottobre». Per gli arretrati attesi il rischio, con una procedura di concordato avviata ai primi di ottobre, è vederli finire in tribunale nel calderone dei debiti del Gruppo. «La normativa è recentissima ed è al vaglio delle parti».

I contratti a termine Di più. In scadenza, specie a San Martino in Trignano (Spoleto), ci sono diversi contratti a termine. Lavoratori stagionali, avventizi per l’agricoltura, che non torneranno a breve nello stabilimento. «Sono un 40% degli addetti, molte donne – ha spiegato Palazzoli – alcuni sono già scaduti e altri ne scadranno». Un centinaio di persone per cui non è previsto l’ammortizzatore sociale. Su tutto, poi, si allunga l’incubo della carenza di liquidità. «Il Gruppo sta faticando – prosegue – le discussioni tra i soci hanno creato una situazione drammatica, nonostante Ovito e Interpan siano cercati dal mercato».

Sciopero generale La vertenza, insomma, resta in bilico e la manovra avviata dal Cda «tecnico» per nulla agevole. Motivo per cui alla manifestazione regionale del 14, giorno in cui la Cgil Umbria ha indetto lo sciopero generale, il gruppo Novelli avrà ampia attenzione. «Giovedì a Terni – ha spiegato Vincenzo Sgalla, segretario provinciale – la vertenza del Gruppo sarà centrale, come quella dell’Ast e come altre particolarmente sensibili. In Umbria – ha affermato – c’è un problema socioeconomico drammatico, le otto ore di sciopero generale saranno una mobilitazione non solo dei lavoratori ma di tutti i cittadini. Dispiace solo – ha chiuso Sgalla – che non si sia proceduto unitariamente con Cisl e Uil».

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