Fabio Paparelli

La Regione Umbria mette a disposizione ulteriori 2 milioni e 718 mila euro e triplica le risorse per rivitalizzare le imprese del commercio e sostenere il rilancio del settore: su proposta dell’assessore al Commercio Fabio Paparelli, la Giunta regionale ha assegnato le risorse aggiuntive per lo scorrimento della graduatoria nell’ambito del bando relativo alla Legge 266/97 per la riqualificazione delle imprese commerciali dell’Umbria.

Più soldi Con il bando, che aveva una dotazione finanziaria iniziale di circa un milione di euro, sono stati incentivati i progetti di riconversione delle singole imprese, piccole e medie, e dei centri commerciali naturali, previsti dal Testo Unico sul commercio, tenendo conto dei Quadri strategici di valorizzazione, lo strumento di programmazione per la rivitalizzazione dei centri storici. «Ci siamo impegnati a reperire ulteriori risorse sulla base dell’alto numero di richieste pervenute – ha detto l’assessore Paparelli – così come auspicato anche dalla Commissione consiliare competente. È un intervento significativo che, siamo certi, potrà dare un impulso importante alle imprese del settore, in sofferenza – ha rilevato – per le conseguenze della crisi generale e del calo dei consumi, e, in particolare, a quelle che operano nei centri storici».

Tutti finanziati Con il nuovo stanziamento, «verranno finanziati i progetti di 87 aziende commerciali ammesse a beneficio e che si aggiungono ai 46 già finanziati, per un impegno complessivo di oltre 3 milioni e 750 mila euro. Il finanziamento verrà corrisposto già dalle prossime settimane – ha spiegato l’assessore Paparelli – e consiste in un contributo pubblico a fondo perduto in conto capitale, concesso con il regime degli aiuti ‘de minimis’, nel limite massimo del 60 per cento dell’investimento ammesso». «L’obiettivo che ci siamo posti – ha detto ancora – è quello di impiegare presto e nel migliore dei modi le risorse disponibili per favorire la ripresa e l’innovazione del settore del commercio e allo stesso tempo rivitalizzare i nostri centri storici sotto il profilo economico, ma anche sociale e culturale. A queste misure si affiancano le altre attività a sostegno del settore e, in particolare, quelle destinate alla creazione dei centri commerciali naturali, quelle per la riqualificazione del comparto ristorativo e per l’innovazione e la competitività. Una sfida – ha concluso – che è stata raccolta dalle imprese commerciali e che ora sosteniamo con nuove risorse per dare una risposta adeguata alle esigenze di ammodernamento e crescita».

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