© 2005 by Tomasz Sienicki

Da domani tornano ad aumentare i prezzi delle sigarette, con un nuovo aggiornamento dei listini che prosegue una serie di rincari iniziata già a inizio anno e destinata a proseguire anche nei prossimi mesi.

L’adeguamento riguarda numerosi marchi venduti nelle tabaccherie italiane e comporta un incremento medio compreso tra i 10 e i 12 centesimi a pacchetto, con punte che in alcuni casi possono arrivare fino a 20 centesimi a seconda del prodotto.

Si tratta dell’ennesimo ritocco nel 2026: dall’inizio dell’anno si sono già registrati più interventi, tra gennaio, febbraio e marzo, nell’ambito di un percorso di revisione fiscale previsto dalla legge di bilancio.

Alla base degli aumenti c’è infatti l’incremento progressivo delle accise sui tabacchi, deciso dal governo su un orizzonte triennale. Per il 2026 l’impatto medio stimato è di circa 15 centesimi a pacchetto, ma il meccanismo prevede ulteriori rincari nei prossimi anni, fino a circa 25 centesimi nel 2027 e 40 centesimi dal 2028.

Gli aumenti coinvolgono le principali marche presenti sul mercato, dalle sigarette più diffuse come Marlboro, Camel e Philip Morris fino a brand di fascia più economica. In diversi casi i prezzi superano ormai stabilmente i 6 euro a pacchetto, con alcune referenze che si avvicinano o superano i 6,30 euro.

Non si tratta solo di sigarette tradizionali. Gli aggiornamenti riguardano anche tabacco trinciato, sigari e, in parte, prodotti alternativi come tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche, anche se per questi ultimi gli aumenti risultano più contenuti.

Il senso della manovra è duplice: da un lato garantire maggiori entrate fiscali per lo Stato, dall’altro incidere sui consumi con un effetto disincentivante sul fumo. Tuttavia, secondo diverse analisi, l’entità degli aumenti resta limitata e difficilmente in grado di modificare in modo significativo i comportamenti dei fumatori.

Quello che emerge è un trend ormai consolidato: piccoli aumenti ripetuti nel tempo, che stanno progressivamente spingendo verso l’alto il costo delle sigarette, senza però un intervento strutturale immediato. Una dinamica destinata a proseguire anche nei prossimi anni, già programmata nei meccanismi fiscali inseriti nelle ultime manovre.

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