Potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città anche attraverso l’utilizzo di immobili di pregio per i corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale. Questa la proposta del consigliere Leghista Enrico Melasecche che la maggioranza di Palazzo Cesaroni, mercoledì, ha rinviato in commissione.
«Il Polo universitario di Terni – hanno argomentato Pd, M5s, Avs e Umbria domani-Pp – è al centro di un piano di investimenti, già in fase avanzata, realizzati di concerto con Adisu. Sul suo potenziamento e sulla sua crescita la politica non può dividersi. Per questo abbiamo proposto di tornare in Commissione con la mozione del consigliere Melasecche, avviando un percorso che possa verificare l’iter e le procedure in atto. L’Amministrazione regionale – ricordano i gruppi di maggioranza in una nota – ha infatti già avviato un significativo piano di investimenti, pari a circa 17 milioni di euro a valere su fondi Fsc, destinato alla riqualificazione complessiva del sito di Pentima».
Il progetto, strutturato in due stralci funzionali, è già entrato nella fase operativa: il primo riguarda interventi immediati di riqualificazione impiantistica e funzionale, mentre il secondo, di maggiore portata, prevede una ristrutturazione profonda degli edifici con miglioramento sismico e realizzazione di nuovi spazi didattici e laboratori altamente innovativi. Parallelamente, sono in corso interventi per il potenziamento dei servizi del campus, tra cui il recupero della palestra e la riattivazione della mensa, con risorse dedicate per circa 4 milioni di euro. L’idea di base è anche quella di riportare, quanto più possibile, gli studenti nel centro storico affinché possano farne rivivere il tessuto sociale e commerciale. In una città che sta vivendo una crisi evidente, è fondamentale che il campus, gli studenti e il personale siano messi nelle condizioni di avere un legame forte e quotidiano con il centro urbano: questa rappresenta una delle leve più efficaci per il rilancio economico e sociale di Terni. Senza nulla togliere agli investimenti nelle aree a vocazione industriale, che restano strategiche per percorsi formativi come quelli ingegneristici e tecnologici, è necessario mantenere una visione equilibrata e lungimirante».
«L’università – concludono i gruppi di maggioranza in regione – deve essere considerata a tutti gli effetti un asset centrale di sviluppo per la città, e proprio per questo è indispensabile individuare strumenti concreti che rafforzino la sua integrazione con il tessuto urbano. Queste azioni si inseriscono in una visione più ampia di rilancio del Polo come vero e proprio campus moderno, attrattivo e integrato con il sistema produttivo locale. Un ulteriore asse strategico riguarda lo sviluppo industriale e tecnologico dell’area universitaria, con la valorizzazione degli spazi delle ex officine per attività di ricerca,
trasferimento tecnologico e insediamento di imprese, anche in ambito aerospaziale, con l’obiettivo di creare un hub di eccellenza a livello nazionale e internazionale. Ci sono scelte e processi in corso per ricreare un Polo universitario attrattivo, coinvolgendo anche l’Università e il Comune di Terni, e che richiedono valutazioni complesse sotto il profilo economico e urbanistico». In questo quadro, in Commissione, la mozione potrà essere trattata di pari passo con quella dei consiglieri Filipponi e Proietti (Pd) sugli stessi argomenti.
