Lo stabilimento Colussi

di D.B.

Nel giro di qualche mese, al massimo entro il gennaio del 2017, allo stabilimento Colussi di Petrignano si dovranno recuperare i volumi produttivi o il rischio esuberi si farà più concreto. A lanciare l’allarme sono Cgil, Cisl e Uil in una nota unitaria in cui esprimono «preoccupazione per la situazione che sta attraversando la Colussi, la più importante realtà produttiva umbra per biscotti e prodotti da forno». In particolare, l’attenzione viene posta «sull’importante calo di volume che si sta verificando nel sito di Petrignano». Un calo, del quale si è parlato nei giorni scorsi nel corso di un incontro tra i rappresentanti dell’azienda e quelli dei lavoratori, che riguarderebbe in particolar modo la produzione di fette biscottate.

Calo dei volumi La produzione di alcuni formati infatti, secondo quanto riferiscono i sindacati, è stata spostata in altri stabilimenti del gruppo e in più bisogna fare i conti con la concorrenza, anche con quella di aziende che per diversificare hanno deciso di mettere sul mercato prodotti da forno. Il tutto senza dimenticare la crisi economica e il fatto che per i lavoratori dello stabilimento già dal gennaio scorso è scattato il contratto di solidarietà, che implica la rinuncia a una bella fetta di stipendio. Una situazione di fronte alla quale i sindacati hanno deciso di «avviare – scrivono Dario Bruschi (Cisl), Michele Greco (Cgil) e Daniele Marcaccioli (Uil) – una serie di iniziative, partendo dalle assemblee con i lavoratori nello stabilimento di Petrignano».

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Servono investimenti I sindacati poi invieranno al nuovo assessore regionale una richiesta di incontro per parlare della situazione e per avviare un percorso condiviso di apertura di un tavolo al Ministero. «Anche questa vicenda – spiegano – si sta trasformando in una vera e propria vertenza occupazionale. La questione si fa particolarmente grave soprattutto perché questi lavoratori sono già con contratto di solidarietà per riuscire a rilanciare la competitività aziendale nel tentativo di far ritornare nello stabilimento gli importanti volumi del passato. Ricordiamo che per un ventennio questo sito è stato la locomotiva del marchio, riuscendo a trainare dal punto di vista economico-produttivo tutti gli altri siti del gruppo. Per questo non sarebbe giusto avviare una politica aziendale di soli tagli al personale sulle linee: in questo modo probabilmente si andrebbe ad incidere sulla qualità produttiva. Abbiamo bisogno invece – concludono – di un vero e proprio piano di rilancio e di investimenti soprattutto sul piano commerciale».

Twitter @DanieleBovi

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