di Marta Rosati
«Clausole specifiche per i controlli negli appalti Ast a ditte terze, ma anche appositi corsi di formazione nei reparti e implementzione dei software gestionali relativi a salute e sicurezza, così da rendere le informazioni ed i documenti pertinenti tracciabili». Questo alcuni degli impegni contenuti nel protocollo di sicurezza, ambiente e salute per Acciai speciali Terni e per le ditte terze sottoscritto giovedì mattina in prefettura, dopo che il 27 luglio scorso a sorpresa era saltata la firma del documento, cui lavora da tempo il prefetto Paolo De Biagi: dopo quattro mesi di lavoro aggiuntivo e nel giorno dei risultati di bilancio di Ast è arrivato il patto.
Protocollo sicurezza In questo senso è arrivato il commento dell’amministratore delegato Massimiliano Burelli: «La trasformazione degli ultimi due anni e mezzo sta dando risultati, guardiamo con fiducia anche al prossimo anno». L’ingegnere ha avuto modo di intervenire anche sull’appalto scorie, parte significativa del protocollo: «La firma della Tapojärvi dovrebbe arrivare entro Natale; abbiamo ormai dipanato tutti i temi aperti, l’ultimo quello delle garanzie, più complesso del previsto».
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Ditte terze sorvegliate speciali In particolare nel documento di tredici pagine ampio spazio è riservato alle imprese appaltatrice, terze e partecipate cui Ast dovrà «richiedere, come prerequisito per l’affidamento degli appalti, l’adozione di percorsi formativi specifici, che siano coerenti con le attività oggetto dell’appalto e conformi a quanto previsto nei recenti accordi Stato-Regioni in materia di formazione». L’ad Burelli ha anche firmato per «promuovere in maniera fattiva le misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro, intensificando i controlli sui fattori di rischio e sul rispetto delle norme da parte delle ditte appaltatrici. Per tali controlli, che costituiranno oggetto di specifiche clausole nei contratti di appalto, ci si avvale anche del supporto di figure tecniche specializzate. Inoltre, le attività svolte dalle imprese terze verranno monitorate da Ast, con particolare riguardo agli aspetti della sicurezza e dell’igiene, quali ad esempio le non conformità contestate ed il numero degli infortuni».
Sicurezza Sul fronte sicurezza, più in generale, è prevista anche la «l’organizzazione di appositi corsi di formazione nei singoli reparti, in aggiunta ai presìdi già esistenti; revisione e miglioramento delle pratiche operative di primo soccorso in essere, laddove ciò possa condurre ad una maggiore efficacia degli interventi; e incremento ulteriore della dotazione di attrezzature di primo soccorso disponibili nei siti aziendali». In cantiere andranno messe, per rispettare gli impegni, anche «iniziative con gli enti di soccorso, in particolare coi vigili del fuoco, finalizzate all’acquisizione di informazioni e alla conoscenza dei luoghi e degli impianti dell’Acciaieria, onde garantire che, in caso di necessità, le risposte della macchina del soccorso siano più efficaci e rapide. Tra le misure da far scattare anche il «miglioramento dei sistemi di prevenzione anche attraverso le analisi effettuate in stabilimento degli infortuni, degli incidenti e degli eventi pericolosi (o “mancati infortuni”), con un costante monitoraggio sull’andamento e sulle modalità di accadimento degli stessi secondo criteri definiti, anche con riferimento alle ditte appaltatrici».
Marcelli e Cipolla In prefettura per la firma del protocollo sicurezza di Ast c’erano tutti: dai segretari di tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici fino al sindaco Leonardo Latini. E proprio dai rappresentanti dei lavoratori, che a luglio avevano fatto saltare la firma, sono arrivate alcune stigmatizzazioni, come quella di Riccardo Marcelli della Cisl «sull’assenza delle associazioni datoriali», come Confindustria, all’elaborazione del protocollo. «Tre gli elementi di assoluta novità che caratterizzeranno questo protocollo: la codificazione del rappresentante lavoratori su sicurezza salute e ambiente, Rlsa; la disponibilità di un monitoraggio sanitario; l’elaborazione del rapporto di sostenibilità. Sono tre direttrici che vanno verso la direzione auspicata di far decollare dall’Umbria l’idea di un delegato per i lavoratori alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, temi inseriti nel protocollo e cari anche all’Università locale che attraverso i docenti li stanno promuovendo». Claudio Cipolla della Fiom, a nome delle sigle metalmeccanici ha commentato: «Da quando nel 2008 abbiamo avviato questo percorso di intesa con azienda e organismi di vigilanza gli infortuni sono in calo, però non perdiamo di vista i dati sugli incidenti mortali in fabbrica, 8 negli ultimi 8 anni: il protocollo – ha evidenziato – non è legge ma carta di buoni propositi, che speriamo non resti chiusa in un cassetto».
