di Daniele Bovi
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E’ calato in Umbria a febbraio il ricorso alla cassa integrazione ma in un quadro pieno di ombre. Secondo il report mensile dell’Osservatorio della Cgil nazionale nei primi due mesi dell’anno sono state autorizzate due milioni e 647 mila ore contro i 4.370.276 dello stesso periodo del 2012 (che significa -43,5%). Complessivamente sono oltre 14 mila i lavoratori umbri coinvolti in media dei quali la metà a zero ore. Le ombre emergono una volta che il totale viene scomposto. Per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria le ore autorizzate tra gennaio e febbraio sono un milione e 376 mila (+0,57% rispetto al 2012 contro il +39% nazionale). Aumento netto invece per quella straordinaria, che passa da 541 a 799 mila ore (+47%). Ottomila i lavoratori interessati dalla prima, 4.649 dalla seconda.

Il crollo della Cigd Il crollo netto riguarda la cassa in deroga, ovvero quella alla quale possono accedere quelle aziende e quei lavoratori che non hanno i requisiti per accedere alle altre due categorie. Si pensi ad esempio alle imprese industriali con meno di 15 dipendenti (che non hanno i requisiti per ottenere la Cig previsti dalla legge), oppure a quelle con più di 15 addetti che hanno degli esuberi di personale ma hanno già superato i limiti di durata della cassa ordinaria e straordinaria (36 mesi nell’arco di cinque anni). In questo caso in Umbria nel primo bimestre si è passati dalle due milioni e 460 mila ore del 2012 alle appena 261 mila del 2013.

LA CAMUSSO A PERUGIA: PAESE LACERATO

Dato falsato Questo non tanto perché la crisi stia mordendo di meno quanto per i problemi procedurali sorti negli ultimi mesi: «Questo – spiega il segretario confederale della Cgil Elena Lattuada commentando il -49% nazionale – è un dato falsato e frutto dei problemi procedurali e dei mancati pagamenti che hanno complicato il ricorso a questo strumento». E tra i rappresentanti degli enti locali il grido di dolore è alto da settimane. Il ministro Fornero un mese fa ha sbloccato i 200 milioni di pagamenti fermi nelle casse dell’Inps ma secondo alcune stime per il 2013 serviranno 1,5 miliardi di euro. Insomma, sono in gioco i destini di migliaia di persone.

I settori Appena lunedì, dopo averlo ricordato anche prima di Natale, la presidente Catiuscia Marini ha spiegato che l’Umbria ha risorse fino alla fine di aprile. Secondo l’assessore allo Sviluppo Riommi, che recentemente ha siglato l’accordo per usare le poche risorse che ci sono in modo più selettivo, nel 2013 serviranno realisticamente oltre 50 milioni di euro. Dei lavoratori umbri attualmente a zero ore, 4 mila usufruiscono della cassa ordinaria, 2.324 della straordinaria e 847 di quella in deroga. Guardando ai diversi settori, quello numericamente più consistente è la meccanica, che ha visto una Cigo passare dalle 451 mila ore del primo bimestre 2012 alle 528 del 2013 e una Cigs crollare da 759 mila a 7 mila.

La Cigs L’aumento più pesante è invece quello della Cigs per il settore alimentare: +294% da 37 mila a 146 mila ore; anche la cassa ordinaria cresce del 70% da 11 mila a 18 mila ore. Cigo in netta salita anche per l’edilizia, altro settore in grande sofferenza, con un +73% a quota 319 mila ore e per la Cigs del tessile: +222% (da 126 mila a 408 mila ore) mentre l’ordinaria scende (-58%). Segni meno consistenti per legno, metallurgia, commercio e tlc. Se invece l’analisi si sposta sulla cassa straordinaria, che coinvolge nella regione 15 aziende o gruppi, l’aumento sembra da imputare perlopiù (come nel resto d’Italia) alle crisi aziendali, passate da una a nove.

La mappa Il lungo elenco stilato dalla Cgil parte dalle Cartiere di Trevi, che ha chiesto la Cigs per ristrutturazione aziendale, poi c’è l’eugubina Colabeton (crisi aziendale), il concordato preventivo della assisiate Binova spa (in liquidazione), la perugina Ticchioni (crisi aziendale), la Fratelli Pucciarini (crisi aziendale), la Fail Meccanica di Marsciano (crisi aziendale), la Pasqui di Città di Castello (ristrutturazione aziendale), il fallimento della Brai Cost di Stroncone, la Edilcemento (crisi aziendale), le Iniziative editoriali locali (contratti di solidarietà), la Italsistem di Terni (crisi aziendale), la Sogeco Emmesse e la Calcestruzzi Cipiccia di Narni (crisi aziendale) e la Fail di Marsciano (crisi aziendale).

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