Il Polo chimico di Teni

La mazzata che rischia di far saltare il banco e mettere l’intero Polo chimico di Terni con le spalle al muro viene da un’indiscrezione sulla trattativa per la cessione dello stabilimento Basell: una richiesta a Novamont di 120 milioni.

L’indiscrezione Finora si era parlato di offerte sui 20-30 milioni e richieste di poco superiori. Il che faceva intravedere una soluzione positiva della vertenza. Ma se l’indiscrezione (la richiesta sarebbe stata formalizzata alla newco costituita da Novamont) venisse confermata avrebbe il sapore della provocazione. E sarebbe giudicata irricevibile con gravissime ripercussioni sull’intero Polo chimico: da Basell (destinata alla chiusura) a Meraklon alle altre imprese e all’indotto. Sono mille le famiglie che vivono grazier alla chimica e che speravano in una positiva conclusione del passaggio dello stabilimento al gigante della chimica verde. Con tanto di placet delle istituzioni.

Irricevibile La reazione viene dai parlamentari Pd Carlo Emanuele Trappolino e Anna Rita Fioroni. «Dopo mesi di trattative – scrivono in una nota – solo ora si apprende che Basell, per il sito produttivo di Terni, chiede a Novamont 120 milioni di euro. Una cifra spropositata e irricevibile,  che spariglia il buon senso e quella pur minima responsabilità che pensavamo ancora praticabile. Il fatto che la multinazionale della chimica scopra solo ora carte e cifre, esibendo un’arroganza davvero spiacevole, è del tutto incomprensibile, specialmente nel corso negoziato avviato da tempo a cui partecipa il governo italiano».

Gioco Truccato «La città e la provincia – proseguono i parlamentari – sono mobilitate a sostegno del nuovo progetto industriale di Novamont e per il rilancio del polo chimico. Nella vicenda, i lavoratori ci hanno messo l’anima. Ora è il momento della massima coesione e di una granitica unità di intenti: Terni deve poter essere messa in condizioni di poter rilanciare il polo industriale della chimica. Il gioco truccato di Basell dissemina di nuove incertezze il futuro della città. Bisogna quindi mettere in campo strumenti adeguati ad affrontare problemi che riguardano le strategie industriali nazionali».

Area di crisi «Per questa ragione – concludono Fioroni e Trappolino – riteniamo pienamente condivisibile la richiesta, avanzata dal Sindaco Di Girolamo, dalla Regione e dalla Provincia,  di riconoscere Terni come “area di crisi complessa” secondo le indicazioni della legge n.99/2009. Un provvedimento per affrontare complessivamente il rilancio del sistema industriale ternano, con il concorso del governo nazionale, degli enti locali e delle imprese. Da parte nostra, solleciteremo, ancora una volta, l’esecutivo – spesso assente o inebetito dalle beghe interne – ad assumere una piena responsabilità in una questione che riguarda Terni e quindi il settore industriale italiano».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.