di Chia.Fa.
«La Uilm-Uil sta mettendo a rischio la cassa integrazione per 700 lavoratori e quanto riferito dalla sigla è falso e pretestuoso». Scintille tra le organizzazioni sindacali di Tk-Ast all’indomani del tavolo convocato per discutere della videosorveglianza all’interno del sito siderurgico di Terni e nell’ambito del quale era anche prevista, come riportato mercoledì, la firma per il rinnovo dell’ammortizzatore sociale necessario a fronteggiare le insaturazioni degli impianti già verificatesi a febbraio e gennaio, ma non solo.
Scintille tra sindacati Tk-Ast La sottoscrizione è arrivata da tutte le organizzazioni, ossia Fiom-Cigl, Fim-Cisl, Fismic e Ugl, a eccezione della Uilm-Uil che attraverso il delegato Fabrizio Blasi ha riferito di come la proprietà abbia abbandonato il tavolo di fronte alla richiesta delle previsioni trimestrali dei volumi. Una ricostruzione smentita dalle Rsu delle altre quattro sigle che, compattamente, affermano: «Pur ritenendo sbagliato e condannando l’ atteggiamento dell’azienda – scrivono – va chiarito che la decisione è scaturita da una discussione che non ha niente a che vedere con l’accordo per le tredici settimane di cassa, né con i volumi produttivi, bensì riguarda la delegazione Ulm-Uil presente al tavolo e titolata, in base al regolamento vigente tra le Rsu, ad affrontare i temi in discussione».
Bordate alla Uilm-Uil Nel merito di quanto accaduto mercoledì mattina: «Non è più ammissibile che la Uilm-Uil disattenda puntualmente tale regolamento, presentandosi ai tavoli ogni volta con persone diverse che spesso durante lo stesso incontro si intercambiano senza permettere di dare corretta continuità alle riunioni, con tutto ciò che ne consegue anche per i lavoratori. Facciamo poi presente – proseguono Fiom-Cigl, Fim-Cisl, Fismic e Ugl – che la direzione aziendale (al tavolo sedeva Francesco Auregli, ndr) nei minuti successivi ha riconvocato l’esecutivo di fabbrica per chiarire l’accaduto e riprendere la riunione, ma la Uilm-Uil non si è presentata, dichiarando discutibilmente che aveva impegni di organizzazione».
L’altra ricostruzione Alle precisazioni su quanto accaduto nell’ultima riunione, segue un chiarimento sull’accordo per la cassa integrazione ordinaria (cigo): «Su proposta di tutte le organizzazioni sindacali, la direzione aziendale ha presentato al tavolo il verbale per la riapertura della cigo, ma tutta la discussione sui volumi – scrivono le Rsu delle quattro sigle – era già stata ampiamente affrontata negli incontri precedenti, dove si era giunti a richiedere e ottenere il prolungamento dell’accordo sull’ammortizzatore sociale, considerato fondamentale per la tutela di tutti i lavoratori del sito vista la critica situazione del mercato».
Cassa integrazione per 700 E poi: «In questo senso tutte le Rsu nelle settimane scorse hanno espresso forti preoccupazioni rispetto a volumi, investimenti e andamento generale del sito, tanto che è stato sollecitato e ottenuto un incontro tra i manager di Tk-Ast e le segreterie provinciali, da cui ha poi avuto input la richiesta di verifica al Mise attesa per il 22 marzo». Ergo: «Non si comprende per quale motivo chi rappresenta la Uilm-Uil ai tavoli, non ha espresso posizioni nei suddetti incontri, come fatto da tutti, preferendo rimanere nel silenzio e affidandosi alla stampa per parlare, sottraendosi di fatto alla firma della cassa e mettendo a rischio la copertura di 700 lavoratori».
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