Il peso dei costi energetici per l’industria siderurgica è diventato insostenibile e, in Umbria, a sentirne la minaccia più di tutti è Arvedi Ast. In una nota stampa il gruppo spiega che si trova a operare in un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali e da una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani, costretti ad approvvigionarsi della loro principale voce di costo, l’energia, in condizioni particolarmente penalizzanti rispetto ai concorrenti europei.

Occupazione «Chiediamo che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti» scrive il gruppo, precisando che i danni subiti stanno mettono a rischio la continuità produttiva e la sostenibilità economica e occupazionale dell’azienda. Arvedi Ast, oggi, conta quasi 3 mila lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati, ai quali si aggiungono mille lavoratori delle imprese dell’indotto. Per tutelare l’occupazione e il futuro industriale dei dipendenti, l’azienda ha portato avanti un piano di investimenti di oltre 500 milioni di euro, anticipando le tempistiche previste dall’Accordo di programma sottoscritto con le istituzioni.

Accordo «Per Arvedi Ast è oggi, più che mai, indispensabile e strategico che vengano subito attuate le misure già individuate e formalizzate tra gli impegni previsti dall’Accordo di programma del 2025». Le misure richieste sono, da un lato, l’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta in Umbria dalla centrale di Galleto, a condizioni economiche competitive e coerenti con gli effettivi costi di generazione dell’impianto e con gli impegni assunti nell’accordo e, dall’altro, l’introduzione e la piena operatività del contributo per l’utilizzo del rottame inossidabile.

Mercato L’ampliamento del differenziale di costo dell’energia rispetto ai maggiori concorrenti europei, secondo il Gruppo, comporta un aumento dei costi di produzione così rilevante che, se trasferito sui prezzi di vendita, metterebbe i prodotti Arvedi Ast fuori mercato, con conseguenze pesanti sui livelli produttivi e occupazionali. L’attuazione tempestiva degli interventi dell’accordo rappresenta una condizione essenziale per salvaguardare la competitività di Acciai Speciali Terni e garantirne i livelli occupazionali. «Il perdurare nel tempo di queste condizioni di mercato penalizzanti – avverte l’azienda – porterà a misure che impatteranno la continuità produttiva. La questione energetica non riguarda soltanto Arvedi Ast, riguarda la possibilità per l’Italia di mantenere produzioni industriali strategiche, sostenendo investimenti, occupazione e transizione ecologica».