di Iv. Por.
Trasparenza contro infiltrazioni e corruzione nel campo degli appalti. Il verbo di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, comincia a tradursi in pratica con un protocollo a livello locale tra l’Anas e le prefetture dell’Umbria. Verrà applicato fin dai prossimi contratti, bandi e capitolati di gara. A firmarlo a Perugia, i prefetti di Perugia e Terni, Antonella De Miro e Gianfelice Bellesini, con il responsabile dell’Unità protocolli di legalità di Anas, Giancarlo Perrotta, alla presenza anche dei vertici delle forze di polizia territoriali.
Quadrilatero Durante la mattinata, non si è affrontato il tema dei controlli lungo le gallerie della Quadrilatero, che hanno portato alla chiusura di due tunnel lungo la Foligno-Civitanova. Dall’Anas si è appreso che i controlli sulle strutture in cemento sono in corso e ancora non ci sono gli esiti. Ma, comunque, si tratta dell’operazione di controllo a tappeto su tutti i manufatti annunciata dal nuovo presidente Anas Gianni Armani, dopo la polemica sulla galleria La Franca.
Il protocollo Come illustrato dal prefetto De Miro, il protocollo è il frutto di una pluriennale esperienza di collaborazione fra l’Anas e il ministero dell’Interno in varie aree del Paese, che ha portato all’elaborazione di strategie di prevenzione e strumenti operativi sempre più affinati ed incisivi, di cui l’accordo firmato in Umbria rappresenta un punto avanzato di evoluzione, coerente con le novità introdotte dai più recenti provvedimenti legislativi in materia di lotta alla mafia ed alla corruzione. Ambito di applicazione del protocollo saranno tutti gli appalti di valore superiore ad un milione di euro e relativa filiera dei subcontratti a valle dell’appalto principale, indipendentemente dal valore: ad essi, attraverso l’inserimento di apposite clausole nei bandi e contratti Anas, verranno estese le forme più penetranti di controllo antimafia già previste per gli appalti “sopra soglia” ricadenti nell’ambito della normativa comunitaria. Previsti anche controlli sulla qualità del calcestruzzo e l’istituzione di una “anagrafe degli esecutori”. «La firma del protocollo – ha ricordato inoltre il prefetto di Perugia – traduce in impegni concreti la comune volontà di Anas e prefetture di operare in stretto accordo per la prevenzione delle illegalità e dei tentativi di infiltrazione criminale, con controlli rigorosi e penetranti che si renderanno possibili grazie anche all’attenta e capillare attività informativa delle forze di polizia e dei gruppi interforze istituiti in prefettura».
La legalità conviene Da parte sua, il Prefetto di Terni, Gianfelice Bellesini, ha voluto sottolineare come il protocollo si ponga in piena sintonia con lo spirito dei recenti provvedimenti in materia di legalità e trasparenza che prevedono una stretta collaborazione fra l’Autorità Nazionale Anticorruzione ed i prefetti. Citando il titolo di un recente convegno dei prefetti a Milano, “Le sfide della legalità conveniente”, Bellesini ha sottolineato l’impegno di prefetture, Anas e forze di polizia per operare a tutela di una legalità «che conviene a tutti perché è condizione di sicurezza del territorio, di benessere dei cittadini e di libertà dell’economia dai condizionamenti della mafia, della corruzione e del malaffare che ne frenano la crescita e lo sviluppo».
Dai controlli al settimanale L’intervento di Giancarlo Perrotta si è incentrato principalmente sugli aspetti tecnici del protocollo e sulle iniziative già avviate da Anas. per adeguare i propri strumenti amministrativi e contrattuali dell’ente agli impegni assunti con il protocollo: riformulazione degli schemi di bando e di contratto e dei capitolati speciali d’appalto, istituzione della banca-dati delle ditte subappaltrici, esecutrici e fornitrici, apertura del conto fruttifero ove fare confluire le penali a carico delle ditte contraenti o subcontraenti colpite da interdittiva antimafia, istituzione del “settimanale di cantiere” (una comunicazione preventiva di tutte le attività, i mezzi e le maestranze di cui, settimana per settimana, si prevede l’impiego in cantiere). «Si tratta di un protocollo di grande impegno e complessità – ha spiegato Perrotta – anche con aspetti innovativi, e che vede Anas convintamente al fianco delle prefetture e delle forze di polizia nell’azione a tutela della legalità, della sicurezza e della prevenzione dei fenomeni criminali». Perrotta ha annunciato che la prima applicazione del nuovo protocollo sarà il cantiere da 60 milioni di euro per la Pian d’Assino.
