di Dan.Bo.
L’incontro tra Outokumpu, il governo e le istituzioni umbre che si è tenuto quest’oggi al ministero dello Sviluppo economico non dà gli esiti sperati: secondo quanto riferito fuori dalla sede del dicastero dal sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, i finlandesi di Outokumpu hanno ribadito la volontà di spacchettare l’azienda: «L’incontro non ha avuto l’effetto sperato. Outokumpu – spiega il sindaco – ha confermato al momento il proposito di dismettere lo stabilimento privandolo di assett importanti». Ovvero il Tubificio e la linea di laminazione dell’acciaio brillante, i due fiori all’occhiello dello stabilimento ternano. Il Tubificio, come noto, ne piani di Outokumpu rimarrebbe di proprietà dell’azienda mentre la linea sarebbe smontata e portata in un altro stabilimento.
Lo scontro E se il governo con il sottosegretario De Vincenti ha battuto i pugni sul tavolo formalizzando la richiesta ai finlandesi di modificare i piani, altrettanto ferma sulle sue posizioni è parsa ai presenti la multinazionale dell’acciaio. Di Girolamo ha comunque assicurato che si continuerà ad agire specialmente in sede europea «per contrastare la linea dell’azienda finlandese, che ci penalizza troppo. Nei prossimi giorni invece, in un nuovo incontro nazionale, istituzioni ed organizzazioni sindacali decideranno «gli ulteriori passi da compiere nei confronti della Commissione Europea e della società Outokumpu». Al tavolo di oggi inoltre è emersa la necessità di far sedere anche ThyssenKrupp mentre unanime è il commento delle sigle sindacali: «L’incontro è stato negativo».
Marini: incontro importante Secondo la presidente della Regione Catiuscia Marini, l’incontro è stato «importante seppur difficile e complesso» dato che «il governo ha affermato la nostra posizione di piena contrarietà ad una vendita che smantella il sito industriale di Terni». Per Marini «la fermezza con cui l’esecutivo ha espresso la sua posizione ci garantisce la continuità industriale delle acciaierie di Terni». Per la presidente occorre lavorare prima che arrivi la decisione della Commissione Ue sulla fusione tra la società finlandese e Inoxum, (attesa entro il 16 novembre), per «difendere la più grande industria di acciaio in Italia». Al riguardo, ha aggiunto, «è fondamentale un lavoro congiunto tra le parti». Nei prossimi giorni sarà convocato un nuovo tavolo al ministero dello Sviluppo, con azienda, istituzioni locali e sindacati.
In 300 a Roma In vista dell’incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, l’amministratore delegato di Outokumpu Mika Seitovirta e le istituzioni umbre che si è tenuto nelle scorse ore, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per seguire da vicino il summit. In circa 300 si sono mossi da Terni a Roma per tenere un presidio davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico, con i lavoratori della Tk-Ast che hanno raggiunto la Capitale con cinque pullman. A Terni nel frattempo all’Ast è in corso lo sciopero che riguarderà il primo e il secondo turno. Il presidio di fronte al ministero si sta svolgendo in maniera ordinata e lo slogan più in voga è quello coniato negli ultimi giorni: «Non si tocca nemmeno un bullone!».
Stufara: il governo intervenga Commentando quanto successo oggi a Roma il consigliere regionale di Rifondazione Damiano Stufara sostiene che è stato «confermato lo scenario più nefasto e devastante per le acciaierie di Terni: lo spezzatino, la frammentazione del sito siderurgico ternano, che sarebbe inevitabilmente condannato al declino produttivo e occupazionale. Questa è la determinazione di Outokumpu, che non tiene in minima considerazione la storia e la qualità della produzione ternana di acciaio inossidabile. Ora intensificare gli sforzi, far crescere la mobilitazione e far assumere alla vertenza acciai speciali caratteri di vicenda nazionale, strategica per far continuare a definire l’Italia un Paese industriale». «Occorre che il Governo e il Presidente del Consiglio in prima persona – continua – dimostrino di avere a cuore una produzione strategica dell’Italia e la tenuta sociale dell’Umbria. Occorre che il Governo convochi anche i tedeschi di Thyssen Krupp, che almeno fino al 16 novembre, quando si pronuncerà l’antitrust europea, rimangono i proprietari del sito di Terni». Stufara chiede poi un intervento presso la Commissione europea e i governi di Germania e Finlandia.
Sindacati: no spacchettamento In mattinata i sindacati hanno tenuto una conference call con la direzione generale per la Concorrenza dell’Ue: «Nessuno spacchettamento dello stabilimento Thyssen di Terni è possibile – hanno detto i sindacati: il suo profilo internazionale può e deve essere garantito solo e soltanto attraverso l’integrità del sito produttivo». Questa la posizione espressa. La direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea, fa sapere Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom Cgil di Terni, «ha rifatto il punto sulle tre ipotesi presentate da Outokumpu per evitare la procedura di infrazione europea». Su quelle che prevedono uno spacchettamento della Ast di Terni, cessione del sito esclusa la linea di produzione a freddo BA2 e il Tubificio, «abbiamo ribadito che lo stabilimento deve essere preservato nella sua interezza: bisogna salvaguardarne l’integrità, punto che ne garantisce l’eccellenza».
La contraddizione I sindacati hanno infine fatto notare «la contraddizione di una decisione che vuole ridurre la capacità produttiva di acciaio, introducendo vincoli stringenti, mentre non si interviene per la mole di importazioni». Oggi, dopo l’incontro tra i vertici di Outokumpu e il governo, i sindacati fanno sapere che che incontreranno alle 15 la delegazione finlandese. Ieri invece sul temuto spezzatino si è espresso anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani che, in sintonia con la presidente Catiuscia Marini, ha chiesto ai finlandesi di ritirare il piano prospettato. Anche Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ieri nel corso di un’assemblea a Perugia sul tema «Uniti contro la crisi» ha manifestato agli operai il suo sostegno e quello dell’associazione.
Consiglio comunale straordinario Intanto l’ufficio di presidenza e la conferenza dei presidenti dei gruppi del Comune di Terni hanno deciso oggi di convocare per giovedì, alle 20,30 a palazzo Spada, una seduta straordinaria del consiglio comunale sulla situazione del polo siderurgico ternano. Saranno invitati a partecipare – è detto in una nota dell’amministrazione – i parlamentari europei, i rappresentanti parlamentari umbri, la presidente della Regione CatiusciaMarini, i consiglieri regionali e i rappresentanti dei sindacati.

