Campagna foto archivio Fabrizio Troccoli

L’aumento dei costi della produzione, il calo delle vendite, la crisi congiunturale, la pressante innovazione tecnologica, il peso della burocrazia ed infine i ritardi dei pagamenti alle aziende agricole, questa la cornice di uno stato di emergenza tracciato da Confagricoltura che punta il dito contro la pubblica amministrazione, senza risparmiare nessuno. Questi gli slogan usati da Caprai nel diffondere alla stampa un documento con cui cerca di individuare le responsabilità di una profonda crisi del settore agricolo: «Pagamenti in ritardo, agricoltori al collasso», «Il rimedio non sia peggiore del male. Necessaria una tracciabilità delle responsabilità anche per la pubblica amministrazione». E il presidente di Confagricoltura entra nel merito.

La denuncia «Una situazione non più sopportabile che sta portando molte aziende agricole verso il fallimento o, nella migliore delle ipotesi, a pesanti esposizioni bancarie».  Denuncia quindi  la gravissima situazione in cui versa gran parte del mondo agricolo umbro, ormai prossimo al collasso. «Abbiamo appreso – dice Caprai – dell’intenzione della Regione Umbria di avviare, in accordo con Agea,  una ‘road map’ che dovrebbe smaltire, da qui a giugno, l’arretrato di domande non liquidate. Un impegno importante ma non compatibile  con i tempi di sopravvivenza delle imprese stesse. Resta infatti inspiegabile – prosegue Caprai-  l’inerzia perdurata per anni da parte della burocrazia pubblica che sembra insensibile a certe problematiche ormai croniche che costringono gli agricoltori ad operare con enormi difficoltà gestionali. La verità è che talune condizioni che si perpetuano da anni con vane rassicurazioni rischiano di compromettere definitivamente il bilancio delle aziende agricole, già alla prese con le difficoltà del comparto, a cominciare dall’aumento dei costi di produzione».

Intervenire subito «La mancanza dei pagamenti – continua il presidente di Confagricoltura – rappresenta un’ulteriore aggravio di tali costi con inevitabili contrazioni pesantissime di reddito. Non solo:gli scenari dei mercati nazionali ed internazionali, puntualizza il Presidente, cambiano con una rapidità estrema e non è perciò più accettabile che le aziende debbano attendere anni per poter realizzare quelle opere necessarie al loro ammodernamento per rispondere agli standard di qualità comunitari ed alle esigenze della distribuzione dei prodotti agricoli. Oppure che si vedano rimborsare comportamenti virtuosi ed onerosi oggetto di impegno con ritardi pluriennali. Quale è l’impresa – domanda Caprai- di un qualsiasi altro settore che può lavorare con pagamenti dei beni e servizi a tre anni?».

Sburocratizzare E’ quanto mai improrogabile perciò, secondo Confagricoltura,  la necessità di un’urgente e profonda sburocratizzazione delle procedure che giocano un ruolo fondamentale sulla competitività del sistema agricolo. «Se il sistema non ha funzionato, – rimarca Caprai – evidentemente vanno cambiate le regole. Come pure andrebbe previsto un sistema di tracciabilità delle responsabilità anche per la pubblica amministrazione». Confagricoltura richiede quindi una decisa accelerazione nella predisposizione delle nuove procedure per evitare che ai già «biblici» ritardi se ne aggiungano altri, perché «le aziende agricole – conclude Caprai – quelle vere, quelle che stanno sul mercato, quelle che malgrado la lunga congiuntura negativa, malgrado la crisi dei consumi, malgrado la netta chiusura del sistema creditizio, continuano con sacrificio a salvaguardare i livelli occupazionali ed a produrre PIL in questa regione. Speriamo perciò che l’impegno assunto da parte della Regione Umbria porti urgentemente  a soluzioni utili a chiudere definitivamente questa annosa partita, altrimenti le vie legali saranno l’ultima possibile alternativa al male peggiore»

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