Overtourism al lago di Pilato. Dopo 8 anni lo specchio d’acqua dei Sibillini è tornato a mettere “occhiali”: le immagini del fenomeno lungamente atteso, che è stato favorito dalle nevicate di aprile, ha fatto il giro d’Italia attraverso i social, incantando gli appassionati e stimolando chi di montagna non sa nulla. Tant’è che nelle ultime ore il Cai di Amandola e Fermo hanno lanciato un allarme, evidenziando come il «lago di Pilato sia stato preso d’assalto da un numero sempre crescente di visitatori: un fenomeno che preoccupa – dicono dall’associazione – non solo per la sicurezza degli escursionisti, ma anche per la tutela di uno degli ambienti più fragili e preziosi dei Sibillini».

In particolare, dal Cai segnalano che «troppo spesso incontriamo escursionisti privi della necessaria preparazione fisica, con scarpe inadatte, abbigliamento non adeguato e una scarsa conoscenza delle difficoltà del percorso». Il quadro peggiora se si osservano i comportamenti di chi riesce a raggiungere il lago di Pilato: c’è chi «si avvicina alle acque, chi utilizza droni e chi porta cani in aree vietate».

Per il Cai i social se da un lato «hanno contribuito ad aumentare l’interesse verso questa meta, dall’altro hanno anche alimentato una pericolosa cultura dell’approssimazione, perché vedere una foto o un video non significa conoscere la montagna, che richiede rispetto, preparazione e consapevolezza dei propri limiti».

L’invito a chi sia comunque intenzionato a raggiungere il Lago di Pilato, che si ricorda «è un patrimonio unico che appartiene a tutti» e la cui «preservazione rappresenta una responsabilità condivisa», è di «pianificare con attenzione le proprie escursioni, partire con equipaggiamento adeguato, consultare le previsioni meteo e rispettare rigorosamente le norme di tutela del Parco».

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