La platea del teatro

Sono andati deserti i lotti 2 e 3 della gara per i servizi di supporto al funzionamento del Teatro Pavone, riaperto l’anno scorso dopo lunghi e assai complessi lavori di riqualificazione. Il primo lotto della procedura bandita da Palazzo dei Priori a fine luglio, riguardava il supporto tecnico e teatrale, la sicurezza, l’assistenza audio-video e le luci; il secondo la manutenzione ordinaria. Come riportato in una determina dirigenziale, nel lotto 2 l’unico partecipante è stato escluso per la documentazione amministrativa irregolare, mentre per il lotto 3 non è arrivata alcuna offerta. Complessivamente il valore della procedura era stimato in quasi 145mila euro.

La gara L’appalto, previsto per una durata di nove mesi, indicativamente dal primo ottobre 2026 al 30 giugno 2027, era stato suddiviso in quattro lotti. Il lotto 1, del valore stimato di 52mila euro, riguarda l’assistenza al pubblico, il servizio di sicurezza e la biglietteria; il lotto 2, da 66mila euro, comprende il supporto tecnico e teatrale, la sicurezza, l’audio-video e le luci; il lotto 3, da 14mila euro, è relativo alla manutenzione ordinaria; il lotto 4, infine, riguarda le pulizie ordinarie e straordinarie, per poco più di 12mila euro. Due le proposte per l’assistenza al pubblico e una per le pulizie; in entrambi i casi il Comune ha attivato il cosiddetto soccorso istruttorio, cioè la procedura che consente ai concorrenti di integrare o regolarizzare determinati elementi della documentazione amministrativa.

Gli esiti Diverso l’esito per il lotto 2. L’unico operatore che aveva presentato un’offerta non aveva inserito nella documentazione la domanda di partecipazione né il Dgue, ovvero il documento standard attraverso il quale l’impresa autocertifica il possesso dei requisiti richiesti per partecipare a una gara pubblica. Al loro posto era stata caricata documentazione non pertinente e, inoltre, non compilata con i dati dell’operatore. Mancanza di documenti che non ha permesso agli uffici si ricondurre con certezza la documentazione all’operatore e di verificare la volontà di partecipare alla procedura. Da qui la non ammissione e la dichiarazione di gara deserta. Idem per quanto riguarda il lotto 3, per il quale non è arrivata alcuna offerta.

La procedura La gara era stata avviata in estate con un’indagine di mercato senza un limite al numero degli operatori da invitare. Dopo la verifica delle manifestazioni di interesse, il Comune aveva ammesso gli operatori alla fase successiva e trasmesso la documentazione di gara. I termini inizialmente fissati per sopralluogo, richieste di chiarimento e presentazione delle offerte erano stati successivamente prorogati dal 7 al 14 settembre. Poi, il 23, la seduta conclusiva. I lotti da assegnare rimangono quindi due.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.