di Ivano Porfiri
Un’oasi verde contro lo spaccio, un avamposto di cittadini che vogliono riprendersi un pezzo di città. E’ partita da circa una settimana un’iniziativa al Parco del Campaccio (o della Cuparella) che, se funzionasse, sarebbe un primo passo per riappropriarsi dei parchi cittadini. Protagonisti due giovani: Chiara Di Biagi e Federico Presepi, che finora hanno gestito il Trottamundo di via della Stella.
Come e dove E’ loro e dell’associazione Parchi cittadini, insieme all’altra associazione Porcinai, il progetto di rivitalizzazione del Parco del Campaccio. Quello spazio, in particolare, tra via della Cupa e via Pellini, ormai notoriamente luogo dello spaccio. Le associazioni, con l’appoggio decisivo del Comune, arrivano e se ne impossessano dal giovedì al sabato tra le 19 e le 2 di notte. Lì si può sorseggiare una birra o un cocktail, ma soprattutto ascoltare musica, assistere a presentazioni di libri o a spettacoli teatrali. Un’0asi verde per le calde sere estive nella cornice bellissima delle mura etrusche. Un luogo dimenticato da tanti perugini e da scoprire per chi perugino non è.
La presentazione L’iniziativa è stata presentata venerdì mattina dal vicesindaco Nilo Arcudi, dall’assessore alla mobilità e vigilanza Roberto Ciccone, dai dirigenti del Comune Carmen Leombruni (Centro storico) e Roberto Regnicoli (Unità operativa Parchi e aree verdi), da Antonietta Taticchi dell’associazione Porcinai e appunto da Chiara Di Biagi, presidente dell’associazione culturale Parchi cittadini.
Spazio «aperto» «Per ora l’idea è di proseguire fino al 10 settembre ma vorremmo trovare il modo di continuare anche in inverno – spiega Chiara -. Come? Vedremo, intanto proviamo come andrà questa estate». Alla base del progetto il presupposto che quello è uno spazio della città e dei cittadini. «Noi organizziamo degli eventi: concerti, presentazioni, dj set, ma lo spazio è “aperto”: chi vuole dare vita a un’iniziativa compatibile con lo spirito delle associazioni si faccia avanti e lo aiuteremo».
Il problema spacciatori L’esordio dei ragazzi non è stato facile. «La prima sera – racconta Chiara – chi sosta normalmente nel parco ci ha ostacolato in tutti i modi: un gruppo di nordafricani si è messo davanti alla scaletta d’accesso e non faceva passare nessuno tanto che siamo stati costretti a chiamare la polizia. Poi, quando siamo tornati a riprendere la macchina l’abbiamo trovata danneggiata. Il giorno dopo hanno manomesso l’impianto della birra, che noi lasciamo nel parco, anche se logicamente chiuso coi lucchetti».
Gli spacciatori se ne vanno di sera Con il passare dei giorni le cose sono un po’ migliorate. «Hanno capito che in quelle ore arriva gente e allora spariscono. Negli ultimi giorni si sono perfino offerti di aiutarci a sistemare le nostre cose. La nostra idea e il nostro messaggio è: quando un luogo viene vissuto i delinquenti si allontanano. Certo, ci chiediamo: che succede di giorno? Loro si adeguano e quando arriviamo noi vanno via. Anche per questo vorremmo estendere la nostra presenza fin dalla mattina se tutto andrà bene dopo questo esperimento».
La sfida Unesco Vista dal Comune all’orizzonte c’è la grande sfida dei prossimi mesi, con l’ufficializzazione, fra la fine di giugno e il prossimo luglio, della candidatura di Perugia, città Etrusca (le mura e lArco Etrusco) a patrimonio mondiale dell’Unesco. Arcudi ricorda che «all’inaugurazione del parco del Campaccio, avvenuta nei mesi scorsi dopo i lavori di sistemazione, sono stati programmati eventi e manifestazioni per rendere vivibile e vissuta quest’area di grande pregio». L’operazione è quella di trasferire le esperienze positive maturate in via dei Priori, in Borgo XX Giugno, in Corso Cavour, in via Bonazzi, al parco del Campaccio. «In sostanza – spiega – di rafforzare e rendere concrete le progettualità messe in campo congiuntamente da Amministrazione comunale e associazioni del territorio». Il vicesindaco ha parlato poi dell’iniziativa di sabato 9giugno, con gli studenti della scuola B.di Betto, sempre al Campaccio, per una estemporanea di pittura, promossa assieme allassociazione Porcinai, la cui presidente Taticchi ha evidenziato il lavoro costruttivo che le associazioni, insieme, stanno realizzando anche con il supporto dei residenti.




Molto bella questa iniziativa, ovviamente ci sono di mezzo sempre i nordafricani a creare problemi in questa città…