di Daniele Bovi
Per molti, compresa Umbria jazz, si tratterà della prima volta. Venerdì 7 luglio, giorno in cui all’Arena Santa Giuliana Bob Dylan aprirà l’edizione numero 50 di UJ, quello del Menestrello sarà un «phone free show». Yondr, una startup di San Francisco che è riuscita a costruire un business in questo settore, si occuperà di chiudere gli smartphone di migliaia di spettatori all’interno di una custodia di neoprene dotata di un sistema di blocco. All’interno dell’area del concerto sarà impossibile aprirla: in caso di emergenza, ci sarà un’area dedicata e segnalata in cui la custodia potrà essere sbloccata.
UMBRIA JAZZ, BOB DYLAN MA NON SOLO: IL PROGRAMMA
Sensi più aperti «Avendo sperimentato questa modalità senza telefono durante i tour recenti – spiegano gli organizzatori della serata – crediamo che crei un’esperienza migliore per tutti i presenti. I nostri occhi si aprono un po’ di più̀ e i nostri sensi sono leggermente più acuti quando perdiamo la stampella tecnologica a cui ci siamo abituati. E sì, è obbligatoria e non negoziabile». Insomma, una soluzione decisamente più radicale rispetto ai “classici” inviti a tenere in tasca il telefonino durante la serata, evitando riprese e utilizzo del flash.
LE LUNGHE TRATTATIVE PER PORTARE DYLAN A PERUGIA
Atmosfera Inviti di frequente disattesi, tanto da infastidire particolarmente gli artisti, che spesso vedono materiale non autorizzato finire su YouTube e non solo; oppure si pensi ai flash dei telefonini utilizzati nei teatri per portare a casa una (brutta in molti casi) foto ricordo da condividere subito sui social. Più in generale, per molti musicisti l’utilizzo compulsivo dello smartphone rovina l’atmosfera della serata e impedisce alle persone di godersi davvero la serata.
VIDEO – PAGNOTTA: «QUEST’ANNO CI SIAMO SUPERATI»
Gli episodi Nel corso degli anni a Umbria jazz alcuni artisti (vedi il caso dei King Crimson, ma non solo) hanno schierato i loro addetti alla sicurezza, impegnati a controllare che nessuno utilizzasse lo smartphone. Alla storia del festival è passato il concerto del 2007 di Keith Jarrett, quello in cui il pianista esordì dicendo che se avesse visto anche un solo flash se ne sarebbe andato da «questa dannata città». Ma era il 2007 e gli smartphone da allora sono diventati sempre più complessi e potenti anche per quanto riguarda il comparto foto e video. E in giro per il mondo non sono mancati casi di concerti interrotti proprio per l’eccessivo uso degli smartphone. Ovviamente come tutte le soluzioni «obbligatorie e non negoziabili» anche quella di Yondr, sempre più richiesta dagli organizzatori, ha sollevato e continuerà a sollevare polemiche collegate anche ai casi di emergenza. Di sicuro il 7 luglio si penserà solo alla musica, senza distrazioni.
