Timi dirige ed interpreta lo spettacolo 'Skianto'

di Francesca Mancosu

La serata non si è conclusa nel migliore dei modi, con un Filippo Timi che non torna sulla ribalta a raccogliere gli applausi. Indispettito da qualche flash di troppo del pubblico durante lo spettacolo, che gli hanno strappato anche un paio di sonore bestemmie. Ma di sicuro ‘Skianto’, andato in scena mercoledì sera al teatro Manini di Narni – e in replica a Todi, l’11 aprile, e ad Amelia, il 12 – merita di essere ricordato per ben altri motivi.

I miti degli anni ’80 Sulla scena, accompagnato dalla voce e dalla chitarra di Andrea Di Donna, c’è appunto solo Timi. Con un pigiama disegnato di Goldrake e Actarus e un improbabile caschetto, a raccontare – in dialetto perugino – l’universo di un ragazzino nato con la scatola cranica sigillata, in cui si fondono i ricordi ‘anni ’80’ dello stesso Filippo, fra gli occhi grandi di Candy Candy, i balletti di Heather Parisi e il Superman cantato da Miguel Bosé. «Forse è colpa dei quarant’anni appena compiuti – racconta – ma dopo il colossal del Don Giovanni sentivo il bisogno di riazzerare, di tornare alle mie origini, di portare in scena un personaggio che fosse proprio il contrario del seduttore bugiardo».

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L’universo nascosto di un disabile E così, in una specie di palestra elementare in piccolo, con canestri, cyclette  e pvc per terra, trovano voce le speranze, le delusioni e gli amori mancati di Filippo, il desiderio impossibile di fare una vita normale e di avere un taglio di capelli degno di questo nome. In una rappresentazione che è anche una richiesta di aiuto e un atto di accusa contro i propri genitori, incapaci di non trattarlo come un mostro e di non guardarlo con occhi compassionevoli. «La storia che racconto è in parte ispirata a quella mia cugina Daniela – disabile – (già nel libro di Timi, ‘Tutt’al più muoio’, ndR): credevo che, nonostante le apparenze, lei in realtà capisse tutto. Uso questa vicenda per dire che sarebbe bene trattare i disabili come persone normali e che, in fondo, tutti noi abbiamo la scatola cranica un po’ chiusa ».

Solo teatro Sugli schermi italiani è da pochi giorni uscito ‘I corpi estranei’, per la regia di Mirko Locatelli, in cui Timi interpreta il ruolo di Antonio, ragazzo-padre che si prende cura del piccolo Pietro, malato di tumore al cervello. Ma quello per il cinema, almeno per il momento, è un amore destinato ad un lungo stand by. «Fino al prossimo anno non farò altro, adesso voglio dedicarmi solo al teatro».

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2 replies on “Narni, Filippo Timi, uno ‘Skianto’ avvelenato: «Racconto l’universo nascosto di un disabile»”

  1. A me sinceramente l’intervallo con sonore bestemmie ha dato più che fastidio! Mi ha rovinato l’altra metà di uno bello spettacolo.
    C’è modo e modo di affrontare le cose, per quanto possa aver ragione, a mio parere ha avuto una grande mancanza di rispetto nei confronti di 200 persone, comunque parte di un pubblico che permette a Filippo Timi di esistere come artista.
    La ciliegina sulla torta è stata non uscire a prendersi gli applausi (che nonostante tutto i presenti avevano elargito abbondantemente, proprio perché uno bello spettacolo ).
    Una doppia mancanza di rispetto (per un flash di troppo, forse il secondo della serata) che probabilmente si è permesso di avere solo perché aveva di fronte una piccola platea di un piccolo centro.

  2. Non ero presente allo spettacolo e quindi non ho assistito all’episodio che posso comprendere sia stato spiacevole, ma a mio parere il pubblico non perchè pagante si può permettere il lusso di fare ciò che gli pare. Disturbare uno spettacolo con flash e foto è inappropriato e maleducato. Ci sono dei luoghi e dei momenti che vanno rispettati.
    Per finire vorrei raccontare un episodio , meno di una settimana fa sono andata a vedere proprio questo spettacolo. Al termine ho voluto aspettare Filippo per incontrarlo e avere (EBBENE SI!) magari una foto in ricordo della bella serata … Sapete cos’è successo? Mi sono trovata di fronte una persona meravigliosa, che in pochi minuti si è presentato davanti a chi era li ad aspettarlo concedendosi a tutti con grande affetto e disponibilità. Filippo Timi credo che oltre ad essere un bravissimo attore sia anche una bella persona, mi dispiace leggere in giro commenti così negativi perché credo non li meriti.

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