di Iv. Por.
Orgoglio e polemiche ma il formidabile lancio della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che abroga la legge federale riconoscendo anche a coniugi dello stesso sesso i benefici di cui godono mogli e mariti con l’hashtag #LoveIsLove lanciato dal presidente Barack Obama per sottolineare come i diritti vadano riconosciuti a tutti, senza discriminazioni. Arriva per la prima volta in città il Perugia Pride Village.
Il programma Il Perugia Pride Village apre giovedì 27 giugno alle 15.
Ore 16 – Attività ludico/culturali a cura delle Associazioni
Ore 17 – Dibattito: “Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni badsate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. A cura di UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Interverrà il Prof. Vanni Piccolo, rappresentante UNAR.
A seguire – Dibattito sulla storia del movimento LGBT in Italia.
Interverranno: Flavio Romani (Presidente Arcigay), Franco Grillini (Presidente onorario Arcigay), Claudia Barbarano (Consiglio delle Garanti Arcilesbica),
Wladimiro Boccali (Sindaco di Perugia) e Vanni Piccolo
Ore 20 Aperitivo in musica
Ore 21 Proiezione del video “Don’t bully love”, realizzato dal Gruppo Giovani Omphalos
Ore 21:30 Proiezione del film “Come non detto”. Interverrà l’attore Jose Dammert
Ore 23 Musica dal vivo con il gruppo Prolet
Le ragioni Primo evento del genere nella città di Perugia, il Pride Village nasce da un idea del Gruppo Giovani dell’Associazione Arcigay Arcilesbica Omphalos come momento per celebrare la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transessuale) e per offrire alla cittadinanza uno spazio inclusivo dove socializzare, informarsi e divertirsi. «Da più di vent’anni – spiegano gli organizzatori – la nostra associazione è dedita alla difesa dei diritti LGBTQI nel territorio locale, operando e intervenendo con differenti modalità, che si sono adeguate a seconda delle necessità e del contesto sociale. Ultimamente, grazie a continui segnali di condivisione della nostra opera di sensibilizzazione, stiamo orientando il nostro lavoro verso una maggior visibilità e trasversalità, coinvolgendo altre entità che condividono le nostre motivazioni. Da tali esigenze, nasce un evento come quello del Pride Village, spazio indiscusso per dare voce a tutti coloro che reputano la questione LGBT non una questione di minoranza, ma uno dei presupposti necessari, perché la nostra società si avvii verso un percorso di riconoscimento dei diritti dei cittadini, con le loro differenti necessità, con le loro peculiarità e la loro unicità. Il diritto all’amore costituisce una delle più importanti garanzie che uno stato deve riconoscere alla persona, poiché è proprio grazie all’emotività che essa può esprimersi. Di certo, riteniamo che la sfera sentimentale e privata appartenga ad ogni singolo cittadino, senza che tale proprietà risulti vincolata od ostacolata da una normativa esclusivista, poiché tale ottica costituirebbe un diniego alla libertà individuale. Abbiamo, quindi, ardentemente desiderato una giornata aggregativa e collaborativa, chiedendo la partecipazione di tutti coloro che hanno collaborato con noi nell’arco dei nostri anni di attivismo LGBT. Ringraziamo, dunque, coloro che aderiranno all’iniziativa e auguriamo a tutti voi un BUON PRIDE VILLAGE!».
Le polemiche Nei giorni scorsi l’annuncio dell’iniziativa ha suscitato polemiche e prese di posizione. Per l’Udc Mauro Cozzari «l’assessore Pesaresi (prtesente alla conferenza stampa di lancio, ndr), mostrando evidenti difficoltà nel gestire la delega dell’ambiente, sta indirizzando la fase “terminale” del suo mandato tutto sulle dispari parità e sui diritti incivili. Il Village Pride è una delle tante immagini del disfacimento della nostra societa’, il cui declino e’ ormai in stadio ampiamente avanzato. E’ la cultura del diritto senza dovere, dell’abbandono della promozione del bene comune, del soggettivismo, dell’ individualismo, di un neo-positivismo tecnocrate e nichilista». Gli fa eco Emanuele Prisco (Fratelli d’Italia), che coglie l’occasione per chiamare in causa le adozioni da parte di coppie omosessuali«Non c’entrano niente le adozioni e le unioni civili omosessuali – dice Prisco – col difendere la dignità della persona, indipendentemente dai propri gusti sessuali, o da ragionamenti intorno all’allargamento delle libertà personali».
Le risposte Una delle tante repliche arriva dal Pd Franco Parlavecchio, secondo cui «un Paese attento ai diritti è un Paese più moderno e più giusto, per questo giovedì sarò ai giardini del Frontone per il Perugia Pride Village. E’ tempo che anche il nostro Paese apra le porte al dialogo e metta al bando i pregiudizi. Un primo passo sarebbe, ad esempio, l’approvazione di una legge seria ed efficace contro l’omofobia ma abbiamo assoluto bisogno di una vera rivoluzione culturale che metta al centro la persona e i suoi diritti allontanando ogni forma di intolleranza e razzismo». Anche I Giovani Democratici dell’Umbria aderiscono al Perugia Pride con cui, dicono, «vogliamo testimoniare la nostra vicinanza al movimento lgbtqi italiano che da decenni si mobilita perché nel nostro Paese omosessuali e trans gender possano sentirsi cittadini a pieno titolo. La nostra solidarietà non è solamente simbolica infatti abbiamo promosso dibattiti, campagne e manifestazioni contro l’omofobia e per una società dove la possibilità di amare sia più equa. Il lavoro da fare nella nostra Umbria è ancora tanto, purtroppo anche in casa di chi si definisce riformista, ma continueremo a lottare per i diritti lgbtqi perché l’Europa ce lo chiede e perché il paese ne ha bisogno».

“…è una delle tante immagini del disfacimento della nostra societa’, il
cui declino e’ ormai in stadio ampiamente avanzato. E’ la cultura del
diritto senza dovere, dell’abbandono della promozione del bene comune,
del soggettivismo, dell’ individualismo, di un neo-positivismo
tecnocrate e nichilista…” ci stava anche un “prematurata la supercazzola o scherziamo cioè io con occhiello di privilegio per due potrei dire che lei stuzzica”