di Daniele Bovi
Per conoscere il nome del nuovo direttore della Galleria nazionale dell’Umbria, che guiderà anche il Polo museale regionale, occorre attendere altri tre mesi. La scelta sarebbe dovuta arrivare entro la metà di maggio e invece, complici i tanti curriculum presentati e la complessità delle procedure, è stata rimandata ad agosto. A deciderlo, giovedì, è stato il ministero dei Beni culturali con un decreto che stabilisce una proroga di 90 giorni al lavoro della commissione di esperti presieduta da Paolo Baratta. Le motivazioni stanno nella «rilevanza internazionale della procedura» nonché nella «peculiarità» della selezione così come nell’elevato numero di candidature presentate.
Tanti candidati In tutto sono 1.200 i curriculum arrivati e 380 di questi (le candidature potevano essere multiple) riguardano anche la Galleria nazionale dell’Umbria, uno dei venti musei italiani che saranno dotati di autonomia speciale e di un nuovo direttore con poteri più ampi. In queste settimane la commissione guidata da Baratta sta facendo colloqui e sta esaminando i curriculum; un lavoro da fare con attenzione e che richiede tempo, più di quanto previsto nei mesi scorsi. Insieme a Baratta il nuovo direttore della Galleria sarà scelto da Nicholas Penny, direttore della National Gallery di Londra, da Luca Giuliani, professore di archeologia classica e rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino, dal docente di diritto amministrativo Lorenzo Casini e dal segretario generale di Villa Medici Claudia Ferrazzi.
GALLERIA SARA’ DOTATA DI AUTONOMIA SPECIALE: COSA CAMBIA
Il bando Le procedure in vista della selezione erano state lanciate nei mesi scorsi dal ministro Franceschini attraverso un bando, pubblicato anche sull’Economist, scaduto il 15 febbraio e rivolto a italiani così come a stranieri (20 quelli che hanno fatto richiesta di poter arrivare a Perugia). I nuovi direttori rimarranno in carica per quattro anni con stipendi dai 145 mila euro lordi annui dei sette siti più importanti (ad esempio Uffizi e Reggia di Caserta) ai 78 mila, sempre lordi, degli altri 13 musei. Oltre a questo stipendio base potrà esserci una retribuzione di risultato fino ad un massimo di 40 mila euro per le sette realtà di vertice e fino a 15 mila per gli altri.
CAPITALE DELLA CULTURA, APPELLO PER UNA GESTIONE TRASPARENTE DEI FONDI
I compiti Il nuovo direttore della Galleria avrà il compito di programmare, indirizzare, coordinare e monitorare tutte le attività di gestione, dalle mostre alla comunicazione. Del museo il nuovo responsabile dovrà farne «un luogo vitale, inclusivo, capace di promuovere lo sviluppo della cultura». Il direttore poi stabilirà orari e prezzo dei biglietti, assicurerà elevati standard qualitativi, curerà i rapporti con il territorio, penserà a nuove acquisizioni, autorizzerà prestiti e svolgerà attività di ricerca. Quanto ai requisiti, oltre a una laurea o titolo equivalente conseguito all’estero in materie attinenti la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale, si richiedono altri titoli di studio (dottorato, master, specializzazione) conseguiti in Italia o all’estero e pubblicazioni riguardanti le materie citate.
I requisiti Per quanto riguarda l’esperienza professionale, è stata richiesta «una specifica esperienza documentata nell’ambito della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale; una specifica esperienza documentata di direzione e/o gestione di musei, comprendente attività di conservazione e valorizzazione delle collezioni, pianificazione delle attività, gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali», più altri requisiti come «l’esperienza nell’ideazione e nell’implementazione di progetti di fund raising e di progetti di comunicazione».
Twitter @DanieleBovi
