Un processo partecipativo «non lungo ma intenso», con l’obiettivo di «capire spazio per spazio qual è il modo migliore per gestirlo», senza «una ricetta unica». Potrebbe essere sintetizzato così «Scena comune», il progetto che punta a costruire un nuovo modello di gestione degli spazi pubblici e dello spettacolo dal vivo. Il percorso è stato presentato lunedì nel corso di un’affollata conferenza stampa alla quale hanno partecipato il vicesindaco Marco Pierini, l’assessore Fabrizio Croce, il dirigente del settore Cultura Carlo Benedetti e Vanessa Gregorin di BAM! Strategie culturali, società di consulenza bolognese che affiancherà Palazzo dei Priori nello svolgimento del processo partecipativo.
Tante realtà Processo che proverà a mettere ordine in una realtà complessa, numerosa e in continuo movimento. Basti pensare che al momento un censimento preciso relativo al numero di associazioni presenti in città non c’è: secondo una stima di Palazzo dei Priori quelle più importanti sono una 70ina, mentre gli spazi principali (al chiuso e all’aperto) sono più di 20. Il percorso prevede due fasi. La prima partirà il 19 novembre e prevede sei incontri, sia online che in presenza, dedicati più che altro ad ascolto e confronto; i partecipanti saranno invitati a condividere esperienze e punti di vista, far emergere bisogni e criticità legati agli spazi, riconoscere risorse e opportunità e individuare possibili priorità di intervento. «Sarà un momento di co-programmazione – ha detto Benedetti – per discutere e immaginare come si lavora». Raccolte tutte le indicazioni partirà la seconda fase, più operativa, in cui saranno fatti approfondimenti con l’obiettivo di sviluppare possibili soluzioni e modelli di gestione degli spazi e di collaborazione con il Comune.

Due fasi La prima fase è rivolta ai soggetti organizzati attivi a Perugia nell’ambito dello spettacolo e delle arti performative: compagnie e associazioni teatrali, realtà attive nella musica e nella danza, enti del Terzo settore, imprese culturali e creative, gestori di spazi, organizzatori, produttori e soggetti tecnici della filiera. Per partecipare chi è interessato può candidarsi, entro il 16 novembre, attraverso l’avviso pubblicato lunedì. In presenza e online, per motivi di gestione logistica del confronto, saranno ammessi i primi 40 che presenteranno la domanda (criterio cronologico che ad alcuni dei presenti non è piaciuto). Chi rimane fuori ovviamente non sarà escluso dal confronto: per questi saranno organizzati momenti di ascolti attraverso email, focus group e incontri virtuali senza limiti numerici: «Più siamo – stato detto lunedì – e meglio è».
Pierini «Il Comune – ha detto Pierini – ha la disponibilità di un immenso patrimonio pubblico: spazi pensati e dedicati allo spettacolo dal vivo disseminati in vari angoli della città. “Scena Comune” vuole essere l’occasione per riflettere insieme ai cittadini e agli operatori e artisti su come valorizzarli, renderli ancora più fruibili, di tutti». «Le “ricette” – ha aggiunto riferendosi alle possibili soluzioni – saranno diverse perché gli spazi sono differenti; cercheremo di avere le risposte migliori e di sperimentare per alcuni anni». Il vicesindaco ha poi sottolineato come la partecipazione sia una delle linee guida dell’azione della giunta, aggiungendo che il percorso rappresenta «qualcosa di molto nuovo per la città». Una Perugia «in cui ci sono tantissime realtà, ben più rispetto ad altre città se si guarda al numero degli abitanti; e magari anche questa è una difficoltà oltre a essere una ricchezza».

Croce «Ci stiamo confrontando con il tema dell’amministrazione condivisa dei beni comuni – ha detto poi Croce – ovvero con nuovi strumenti che possono affiancare quelli più tradizionali. Sono curioso di come questo processo possa dotare noi amministratori di uno sguardo più largo e al contempo dare agli operatori culturali una nuova consapevolezza e nuove opportunità anche basate sulla capacità di mettersi in sinergia».


