Non solo un set ma «un luogo magico che stiamo esplorando e che sta diventando un protagonista in modo poderoso delle nostre opere». Fino al 31 ottobre 14 giovani professionisti under 35 del mondo del cinema, provenienti da diversi paesi dell’America Latina e dall’Italia, si ritroveranno all’isola Polvese per la decima edizione di «Castello errante», una residenza internazionale del cinema che mette insieme giovani professionisti italiani e latinoamericani per formarli e realizzare opere audiovisive, soprattutto un cortometraggio di finzione. Un progetto che alterna lezioni, masterclass e lavoro pratico sul set, coinvolgendo direttamente il territorio che ospita l’iniziativa.
Decima edizione Nel 2026 l’iniziativa, il cui titolo rimanda a Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki, è arrivata alla decima edizione e si svolge in Umbria grazie alla collaborazione con Regione e Umbria film commission (i cui vertici sono stati rinnovati nei giorni scorsi) che ha portato la residenza nel territorio regionale. Un progetto che, come spiegato lunedì a Palazzo Cesaroni nel corso di una conferenza stampa di presentazione, unisce formazione cinematografica, produzione di film, scambio culturale internazionale e promozione del territorio. La fase sulla Polvese arriva dopo che, dal primo al 17, si è conclusa la fase online dedicata a sceneggiatura, regia, suono, direzione della fotografia e produzione.

Non solo un set «Speriamo sia un bel viaggio» ha detto la direttrice artistica Adele Dell’Erario accogliendo ragazze e ragazzi nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni: «Essere qui – ha detto – non riguarda solo la mera ospitalità ma qualcosa di più radicato, con l’obiettivo di mantenere una connessione». Il vicepresidente della giunta regionale, Tommaso Bori, oltre a ricordare il nuovo Testo unico della cultura e i finanziamenti al settore, ha sottolineato che l’interesse ora è quello di far mettere radici in Umbria al progetto. «Per due settimane – ha detto invece la presidente del consiglio regionale Sarah Bistocchi – la Polvese sarà non solo un set ma anche un laboratorio di idee e un luogo di confronto», dato che il cinema è anche «un linguaggio che attraversa i confini». Sul lavoro fatto a proposito della Film commission, «commissariata e poi ricostruita», si è concentrata invece l’assessora al Turismo Simona Meloni: «Una riforma – ha detto – in cui abbiamo voluto valorizzare maestranze e servizi di qualità. L’Umbria dovrà essere sempre più in grado di attrarre produzioni di diverso tipo e di formare professionisti».
I rifugiati Tra gli “attori” al centro del progetto ci sono anche Arci Perugia e Arcisolidarietà: «Le energie che si respirano – ha detto Silvia Rondoni, presidente di Arci Umbria – sono molto positive». «Oggi fondere culturale e sociale è essenziale» e, in questo senso, uno dei documentari ruoterà intorno alle esperienze di rifugiati, richiedenti asilo e operatori sociali «che ogni giorno si mettono in gioco». «Qui – ha spiegato invece Francesco Virga della produzione creativa – c’è un disegno politico-culturale interessante. La casa che abbiamo trovato sull’isola sta mettendo radici e nel contesto umbro può diventare più stabile, a beneficio degli organizzatori».
La selezione e i docenti I 14 giovani sono stati selezionati con una procedura pubblica e potranno lavorare affiancati da importanti professionisti e docenti. L’edizione di quest’anno ospita ad esempio la regista cinese Ning Ying, formatasi al Centro sperimentale di Roma e all’Università per Stranieri di Perugia, negli anni anche assistente di Bernardo Bertolucci sul set de L’ultimo imperatore; insieme a lei anche il direttore della fotografia di Lars von Trier, il cileno Manuel Alberto Claro, la scenografa Emita Frigato e la pluripremiata sceneggiatrice Valia Santella. Con l’occhio anche alla sostenibilità, oltre all’utilizzo di prodotti bio a km zero, utilizzo di carta riciclata e abolizione della plastica, ci sarà una sessione con Katrin Richthofer, specialista in processi produttivi cinematografici a basso impatto ambientale, oggi strettamente collegati all’IA.
I sostenitori Oltre ai soggetti già citati, Castello errante è sostenuto anche dai ministeri della Cultura e degli Affari esteri, dall’Iila (l’Organizzazione internazionale italo latino americana), dalle ambasciate di Cile, Costa Rica, Ecuador, Messico, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela, da Doc/it (l’Associazione documentaristi italiani) e da RedTAL, l’Unione dei canali pubblici e culturali dell’America Latina.
