Otto scosse tra la sera di domenica e la mattina di lunedì in Valnerina, di cui la più forte di 3.4 di magnitudo, più un’altra scossa nella serata di lunedì sui monti Sibillini, appena oltre il confine umbro. Ma secondo padre Martino Siciliani, dell’istituto Andrea Bina di Perugia «i dati non fanno prevedere una situazione tale da destare allarmi».
Prima ondata Nella serata di domenica tra le 20,41 e le 00.38 quattro scosse con epicentro localizzato tra 8.5 e 9 km di profondità tra Cerreto di Spoleto, Preci, Norcia e Cascia. Dopo la prima di 2.5 gradi di magnitudo, una più forte di 2,9, poi altre due entrambe di magnitudo 2. La popolazione ha avvertito le scosse ma non è stato registrato nessun danno.
Seconda ondata Alle 11.32 di lunedì la scossa più forte: 3.4 gradi della scala Richter sempre localizzata tra Cerreto, Preci, Norcia e Cascia a 8,9 km di profondità. Seguono tre scosse più deboli: 2, 2.7 e ancora 2 gradi Richter. Neppure in questo caso segnalazioni di danni, come confermano i vigili del fuoco del distaccamento di Spoleto.
L’esperto Secondo quanto detto da padre Martino Siciliani, direttore dell’Osservatorio sismologico Andrea Bina di Perugia, si è trattato di «una piccola crisi sismica» destinata a «non creare problemi particolari» e nata da «una faglia secondaria, non quella principale legata al terremoto del 1997». «L’evento di stamani – ha aggiunto – è stato seguito da alcune piccole scosse strumentali. I dati lasciano quindi prevedere una evoluzione che non desta allarme».
Monti Sibillini Nella serata di lunedì un’altra scossa di magnitudo 2.3 a 10.5 km di profondità ha interessato la zona dei Monti Sibillini, appena oltre il confine umbro-marchigiano fra Arquata del Tronto (Ap) e Accumoli (Ri).

