di Ivano Porfiri
«Siamo di fronte ad un evento simile a quello avvenuto ad aprile nella zona di Città di Castello». Padre Martino Siciliani e gli altri tecnici dell’Osservatorio sismologico “A.Bina” di Perugia sta monitorando fin dalla serata di lunedì il terremoto di Gubbio.
Foreshock e la scossa «Già prima della scossa delle 0.09 di 3.7 gradi della scala Richter – spiega padre Martino – ci sono stati dei foreshock (le cosiddette “scosse premonitrici”, ndr), seguite appunto dall’evento principale. Un evento del tutto simile a quello di aprile avvenuto a Città di Castello per due motivi: l’intensità e la vicinanza al centro abitato».
Altre 80 scosse Secondo quanto riferisce l’esperto «si tratta della medesima faglia, che si è prima attivata con intensità debole nella zona centrale, poi ad aprile in modo violento a nord – nei pressi di Città di Castello – e ora a sud, nella zona nordorientale rispetto al centro abitato di Gubbio. Dopo la scossa principale delle 0.09 sono state registrate altre 80 scosse, molte rilevate solo dagli strumenti, alcune più forti avvertite dalla popolazione».
Sciame lungo Cosa accadrà in futuro? Ovviamente impossibile fare previsioni. «In base alla conoscenza profonda del territorio e dell’esperienza – dice padre Martino – purtroppo credo che ci sarà uno sciame sismico per giorni in corso di attenuazione, proprio come avvenuto a Città di Castello. La popolazione deve mantenere quindi la calma e attendere che la faglia si assesti».
