di F.T.
«Domani siete tutti miei ospiti». Quando una frase, detta in buonafede e per il gusto di stare insieme, rischia di trasformarsi in una minaccia. E, magari, può provocare la fine di qualche amicizia. È successo a Terni, con venti persone che dopo il pranzo domenicale – una rimpatriata fra amici e familiari – hanno iniziato ad accusare i sintomi tipici dell’intossicazione da funghi.
Malori Le nausee e le fitte lancinanti sono arrivate nel corso della notte: le prime ‘vittime’ si sono presentate al pronto soccorso all’alba di lunedì. Poi, via via, sono arrivati tutti gli altri. Anche quelli in discrete condizioni, perché in certi casi è meglio non scherzare. Alla fine sono stati ricoverati in venti – nove donne, altrettanti uomini e due minori – e ora si trovano sotto osservazione, come prevede il protocollo. Le loro condizioni vengono definite ‘stabili’ dalla direzione del Santa Maria.
Fidarsi è bene Ma un’occhiata in più da parte degli esperti, in certi casi è decisamente meglio. Anche perché ne basta solo uno, fra cento, a mandare di traverso – se va bene – un pranzo o una cena. Specie se si tratta di uno dei funghi più tossici in circolazione: l’Amanita phalloides, come ipotizzato dai micologi della Usl2.
Aggiornamento Fin dalla mattina di martedì, ha reso noto l’azienda ospedaliera, le persone intossicate non presentavano disturbi gastrointestinali e tutti i parametri erano nella norma. «La direzione medica del Santa Maria di Terni conferma che la ricerca della tossina della Amanita nelle urine è risultata negativa. In contatto sin da lunedì con il Centro Antiveleno di Milano, l’Azienda ospedaliera di Terni continua in ogni caso a seguire i protocolli standard per l’osservazione della funzionalità del fegato e a tal fine i pazienti rimarranno ricoverati sotto osservazione fino a mercoledì mattina».


