Il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, è stato assolto oggi pomeriggio dall’accusa di truffa aggravata ai danni del Comune di Passignano in relazione ai contributi previdenziali che gli erano stati versati una volta che era stato assunto dal gruppo regionale del Partito democratico. La sentenza è stata emessa intorno alle 19 dal giudice Elena Mastrangeli del tribunale di Perugia, secondo cui «il fatto non sussiste». Entro 90 giorni verranno depositate le motivazioni.
Le parole del sindaco «Ho sempre avuto fiducia nella giustizia – le parole a caldo di Pasquali -. Sono stanco e appesantito da questa vicenda giudiziaria ma anche soddisfatto del risultato, per la mia famiglia e per la mia comunità che mi è sempre stata vicina». Pasquali ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato.
Il processo Contro Pasquali il pubblico ministero Anna Maria Greco aveva chiesto una condanna a due anni e cinque mesi di carcere. Poco più di un anno fa Pasquali era stato candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico ma dopo il rinvio a giudizio aveva fatto un passo indietro. Vicenda giudiziaria piuttosto controversa, la sua: a rinviarlo a giudizio era stata, nel giugno 2025, la Corte d’Appello di Perugia che aveva accolto il ricorso presentato dall’ex procuratore Raffaele Cantone contro la sentenza di ‘non luogo a procedere’ pronunciata dal giudice Margherita Amodeo che nel settembre 2023 lo aveva prosciolto. Mediante l’annullamento di quella sentenza la Corte d’appello aveva fissato il processo che si è concluso oggi in neppure cinque mesi.
Le accuse Secondo la ricostruzione della Procura di Perugia, Pasquali, già sindaco di Passignano sul Trasimeno, avrebbe sottoscritto nel gennaio 2020 un contratto di lavoro fittizio con il gruppo consiliare del Partito democratico in Assemblea legislativa regionale, senza svolgere alcuna attività lavorativa. Il mese successivo avrebbe ottenuto un’aspettativa non retribuita, motivata dall’esercizio di funzioni sindacali. Una situazione che – per l’accusa – avrebbe comportato il versamento indebito dei contributi previdenziali da parte del Comune di Passignano, per circa 450 euro al mese. Gli accertamenti, condotti dal nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, riguardano il periodo compreso tra marzo 2020 e febbraio 2022. La Procura contesta all’ex sindaco il reato di truffa aggravata ai danni del Comune di Passignano, dal quale – è l’accusa – avrebbe ottenuto un ingiusto profitto.


