Giovannino Antonini confermato alla guida della Spoleto Credito e Servizi (Scs), la holding che controlla la Banca Popolare di Spoleto (Bps). Una sola la lista di candidati al Consiglio di amministrazione (Cda) registrata sabato mattina dal notaio Adriano Crispolti e sottoposta alla votazione a scrutinio segreto, oggi preferita alla tradizionale alzata di mano, dei 1.200 azionisti presenti. Nessuno dei cosiddetti «ribelli» ha infatti raggiunto l’Albornoz palace hotel perché, questo quello si fa sapere, i legali non avrebbero ancora ricevuto la notifica del provvedimento con cui il giudice Roberto Laudenzi si sarebbe sulla legittimità della convocazione di sabato mattina.
Antonini e il Cda allargato Pochi minuti dopo le 9.30 ha preso il via la seconda convocazione dell’Assemblea, nella fase iniziale dei lavori ai soci è stato chiesto di esprimersi, con votazione palese, sull’allargamento del Cda da 7 a 9 membri. Su le mani e, fatte salve un paio di astensioni e un paio di voti contrari, la proposta è stata accolta. Il passaggio successivo ha riguardato la conferma da qui al 2015 degli attuali compensi degli amministratori Scs (complessivamente circa 300mila euro), anche qui l’esito è stato il medesimo, mani alzate e placet dell’adunanza arrivato in pochi istanti.
La lista unica si vota nel segreto dell’urna L’ultima votazione palese è stata richiesta per la definizione delle modalità di voto dell’unica lista candidata al Cda e registrata dal presidente dell’Assemblea, il notaio Crispolti. Anche qui i soci non hanno avuto dubbi e alla storica alzata di mano è stato preferito il segreto dell’urna, rimasta aperta per quattro ore, dalle 12 alle 16. La lista unica del presidente Giovannino Antonini, secondo quanto spiegato da una nota della Scs, «è stata eletta all’unanimità». Oltre al presidente, il nuovo Cda della Scs è così composto: Marco Bellingacci vice presidente, Claudio Caparvi vice presidente vicario, Rodolfo Valentini, Gianfranco Binazzi, Pasquale Coreno, Leodino Galli e i due nuovi eletti Massimo Morelli, presidente della controllata Brandup, e Cesare Cattuto, ex dirigente Bps, nel ruolo di consiglieri.
Annunciata azione risarcitori nei confronti dei «ribelli» Nel corso dell’adunanza più di un socio, sempre stando a quanto si legge nella nota della Scs, avrebbe avanzato la richiesta di promuovere un’azione risarcitoria nei confronti degli ex amministratori. Una proposta che l’avvocato e vicario della Scs Claudio Caparvi ha accolto. «Da più parti è stato chiesto di promuovere un’azione risarcitoria nei confronti di quei soci che con il loro comportamento tanti disagi hanno creato anche in termini d’immagine alla Scs e alle sue controllate, un’azione risarcitoria che l’avvocato Caparvi, nel proporre all’approvazione dell’assemblea la lista capeggiata da Antonini, ha assicurato che sarà promossa.
I «ribelli» attendono la notifica della pronuncia Dall’altro lato della barricata, invece, si fa sapere di non riconoscere, almeno per il momento, la legittimità della convocazione dell’adunanza di sabato i cui dettagli, su indicazione del giudice Roberto Laudenzi, avrebbero dovuto essere concordati tra le parti e che invece, questo il punto, sarebbero stati definiti unilateralmente. Di più. Al momento ai legali dei ricorrenti ex amministratori Scs, Danilo Solfaroli, Francesco Cucchetto e Fabrizio Raggi, non sarebbe stata notificata la pronuncia del giudice Laudenzi, chiamato con un ricorso d’urgenza ad esprimersi sulla legittimità della convocazione di sabato, mentre venerdì pomeriggio era stata la stessa Scs a comunicare il respingimento del ricorso. Nel frattempo, sempre tra i «ribelli» non viene esclusa la possibilità di una conferenza stampa da convocare nei prossimi giorni, forse settimane.

