Accusato di sfruttamento della prostituzione ( foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Le controllava in maniera ossessiva: contava i loro clienti e i minuti che trascorrevano con ognuno di loro. Controllava il modo in cui si vestivano e si truccavano. Per attirare più uomini possibile. Portava in strada e riportava a casa la moglie, la cognata e altre connazionali per farle prostituire. Quando la moglie rimase incinta si infuriò perché non avrebbe più potuto lavorare. Quando poi lei aveva abortito spontaneamente, lui l’aveva costretta a vendere ancora il suo corpo anche nei giorni successivi, quando lei aveva bisogno di riposo e aveva perdite e dolori continui.

Sfruttamento E’ accusato di sfruttamento della prostituzione aggravato da violenza e minacce Lato Proletar, un albanese di 39 anni arrestato dai carabinieri del reparto operativo dei carabinieri di Perugia. E’ stato arrestato dai militari del reparto operativo aiutati da quelli del Cio, giunti da Firenze per qualche mese, martedì mattina, nell’ambito dell’operazione «Pallotta» in cui sono finiti in carcere altre cinque persone. Una è ancora ricercata.

Ossessionato dai guadagni Il colonnello Pierugo Todini e il cpaitano Giovanni Rizzo, in conferenza stampa, hanno parlato di un «pesante contesto di assoggettamento, fisico e psicologico, attraverso il quale l’uomo mira ad ottenere dalle donne il massimo del profitto realizzabile». Ossessionato dal guadagno, hanno spiegato ancora i militari, indicava alle donne dove vendere il loro corpo a seconda dei posti più redditizi della città e anzi  aveva anche progettato di trasferire l’attività  a Nizza, dove secondo lo sfruttatore, era possibile realizzare guadagni più alti.

Nizza e Perugia A Perugia si parla di 30 euro per una prestazione in auto e 60- 70 in un appartamento. A Nizza invece, emerge dalle conversazioni, si parla anche di 150 –  200 euro a prestazione. E l’uomo nell’estate del 2011 infatti porta lì le donne e le obbliga a prostituirsi per un paio di settimane.  Poi il suo telefono finisce intercettato  perché ha contatti con un altro albanese arrestato. E i carabinieri mettono fine alle angherie che le donne dovevano sopportare.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Fa prostituire la moglie anche dopo l’aborto: i carabinieri arrestano un 39enne albanese”

Comments are closed.