di Daniele Bovi
Grazie alle maxi iniezioni di liquidità della Regione il bilancio dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia torna in attivo, anche se le criticità – dalla mobilità intra-regionale alla liquidità fino alla spesa farmaceutica, e non solo – non mancano. I vertici dell’Azienda ospedaliera hanno dato l’ok giorni fa ai numeri del 2025 che, come sottolinea nella sua relazione il direttore generale Antonio D’Urso, dopo i disavanzi strutturali che hanno caratterizzato gli anni tra il 2017 e il 2024, fa registrare un utile di quasi 25mila euro.
L’equilibrio Il raggiungimento di questo equilibrio economico è il risultato diretto di massicci trasferimenti finanziari da parte di Palazzo Donini, che nel 2025 ha assegnato all’ospedale risorse straordinarie per un totale di circa 45,3 milioni di euro. Nello specifico, oltre 28,9 milioni sono stati erogati per il concorso all’equilibrio economico-finanziario e 16,3 milioni come integrazione del finanziamento ordinario. A queste somme si aggiungono 2,8 milioni di proventi straordinari legati alla gestione dell’emergenza Ucraina e al recupero di somme non spese negli anni precedenti.
I problemi Nonostante il segno positivo, l’azienda deve fare i conti con diverse problematiche strutturali, in molti casi non nuove. Una delle più rilevanti riguarda la liquidità e, in particolare, lo sfasamento tra l’erogazione dei fondi regionali e le scadenze dei pagamenti, che ha costretto l’ospedale a ricorrere ad anticipazioni di banca per oltre 30 milioni, generando ovviamente costi per interessi. Sul fronte gestionale pesano il sottofinanziamento delle tariffe nazionali per le prestazioni sanitarie, che in molti casi non riflettono le evoluzioni tecniche, e il superamento dei tetti di spesa per i farmaci, con un budget che rimane «ampiamente sottostimato» rispetto ai fabbisogni reali.
La mobilità Inoltre, il ruolo di centro di riferimento regionale ha portato l’ospedale a erogare prestazioni per pazienti umbri di altri territori per un valore di quasi 6,1 milioni di euro; soldi che non sono stati rimborsati a causa del superamento dei limiti di spesa programmati. Un risultato, spiega il dg, dovuto sia all’aumento della domanda che al «ruolo attrattivo» esercitato dal Santa Maria, in particolare nei confronti Usl 2, che presenta una maggiore incidenza per quanto riguarda i casi ad alta complessità. Un meccanismo che, prosegue D’Urso, andrebbe corretto.
L’attività sanitaria Altrettanto importanti ovviamente sono i numeri relativi all’attività sanitaria: nel 2025 sono stati registrati 29.431 ricoveri ordinari (-375 rispetto all’anno prima) e 6.456 in regime diurno (+162), con un tasso di occupazione dei posti letto dell’88 per cento che, nelle aree mediche, ha raggiunto il 100 per cento. L’attività chirurgica ha visto l’esecuzione di 28.674 interventi (120 in in meno rispetto al 2024), con una crescita dei casi ad alta complessità e lo svolgimento di 162 trapianti tra rene, cornea e midollo osseo. In cima alla classifica ci sono gli interventi che riguardano l’area oculistica (7.398), ortopedia (2.742), cardiologia e emodinamica (2.388), radiologica interventistica (1.690), urologia (1.593) e chirurgia vascolare (1.367).
Gli accessi al PS Il pronto soccorso invece ha gestito un volume complessivo di 77.435 accessi, di cui l’11,5 per cento classificati come emergenze o urgenze; in generale 1.200 in più rispetto all’anno prima e quasi 6 mila in più se guarda al 2023. Nei primi tre mesi del 2026 poi, come spiegato giorni fa in consiglio regionale, i numeri sono in ulteriore aumento. La maggior parte degli utenti, circa il 60 per cento, si è rivolta alla struttura per urgenze minori, mentre il tasso di ricovero dopo il passaggio in emergenza è stato del 16,7 per cento. Se si tiene conto anche del pronto soccorso ostetrico e di quello pediatrico, che vengono gestiti separatamente, il numero totale di accessi sale a 85.516.
Il bilancio Tornando ai numeri economici del bilancio, i risultati complessivi mostrano un valore della produzione che supera i 407 milioni di euro, con un aumento del 4,2 per cento rispetto all’anno precedente. Anche i costi sono cresciuti, toccando quota 398,9 milioni, spinti dall’inflazione e dall’aumento delle spese per il personale, che ammontano a 192,7 milioni di euro dopo l’assunzione di 26 nuovi medici e i rinnovi dei contratti. Un dato positivo arriva dai tempi di pagamento: l’azienda riesce a saldare i debiti verso i fornitori con una media di 14 giorni di anticipo rispetto alla scadenza prevista.
