Parte dalla conferma della condanna a un buttafuori del Red Zone di Casa del Diavolo, a Perugia, che picchiò due ragazze una sentenza della Cassazione che farà giurisprudenza. La Suprema Corte afferma come la security non può picchiare, se non dopo aver subito azioni violente.
Il caso La sentenza si riferisce alla condanna per lesioni a carico di un buttafuori del Red Zone che aveva malmenato due sorelle che volevano accedere al privè situato al secondo piano. In base ai fatti, l’imputato, Carlo S., «innescò una progressione di violenza fisica, strattonando per un braccio una delle due sorelle e tirando un pugno all’altra, nell’intento di esercitare con la forza il proprio compito di controllo sul movimento degli utenti all’interno del locale». Per la cronaca, una delle due reagì dandogli un calcio nei testicoli.
La sentenza La Cassazione, attraverso la sentenza 18551, confermando la condanna sottolinea che il buttafuori della discoteca, o di altri locali pubblici, non può usare per primo i metodi violenti per far desistere i frequentatori da comportamenti scorretti o vietati. Senza successo, l’uomo ha chiesto l’esimente della legittima difesa. I supremi giudici gli hanno replicato che la caratteristica della causa di giustificazione da lui richiesta «è la costrizione dell’agente a porre in essere la reazione necessaria a far fronte al pericolo determinato dall’aggressione altrui, sicché, in mancanza di tale presupposto, la causa di giustificazione non è fondatamente invocabile». In questo caso, la sorella colpita dal pugno reagì sferrandogli un calcio al basso ventre, ma solo dopo aver subito l’aggressione del buttafuori che adesso dovrà risarcire le due ragazze per i suoi modi violenti.


A questi rambo scoppiati di buttafuori auguro di incontrare un Parà della Folgore, cosi sai che ridere.