Polizia in azione (foto archivio Umbria24)

di En.Ber.

Una bottigliata in testa e un morso sul pollice della mano. Finisce sotto processo, per lesioni, una zia ‘gelosa’ della nipote ventenne che si era fidanzata con un uomo di 34 anni. I fatti sono avvenuti nel dicembre 2014 nel quartiere di Ponte Felcino. Contro l’imputata nigeriana è iniziata l’istruttoria in tribunale e il giudice monocratico Sonia Grassi ha sentito uno dei poliziotti intervenuti per sedare la lite tra l’imputata e il – quasi coetaneo – fidanzato della nipote. E’ stata quest’ultima ad avvisare il 113 sollecitando l’intervento della polizia. Nelle carte è spiegato che «a seguito della lite lo ha aggredito e colpito ripetutamente con una bottiglia in testa, mordendolo sul pollice della mano sinistra». All’ospedale il nigeriano venne refertato con una prognosi di dieci giorni. A distanza di quasi due anni dai fatti la persona offesa e la nipote dell’imputata (difesa dall’avvocato Massimo Brazzi) sono ancora fidanzati.

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