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Un drappo bianco per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a due giorni dal 23 maggio, data in cui ricorreranno i 28 anni dalla strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Il drappo è stato esposto venerdì mattina a Perugia, lungo la facciata di Palazzo dei Priori nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il sindaco Andrea Romizi, l’assessore alla Cultura Leonardo Varasano e altre autorità civili e militari. L’iniziativa, che si è tenuta in molte altre città italiane, è stata organizzata dalla Fondazione Falcone, che invita tutti i cittadini ad appendere, il 23 maggio, a esporre un lenzuolo bianco come accadde dopo le stragi del ’92. «Siamo onorati di poter avere sulla facciata del nostro palazzo questo lenzuolo dal significato tanto potente – ha detto Romizi – in ricordo di vite spese per la legalità, il cui significato è ancora più importante in questo momento. La ripartenza, infatti, è senz’altro caratterizzata da tante opportunità, ma anche da alcune insidie ed è, quindi, importante ricordare i grandi valori incarnati da magistrati come Falcone e Borsellino». «Abbiamo voluto essere tra le 20 città italiane che hanno dialogato con la Fondazione Falcone – ha aggiunto Varasano – perché questo lenzuolo è il segno sintomatico di un impegno fattivo e visibile, che richiama tutti -istituzioni e cittadinanza- al valore della legalità». Il lenzuolo è stato consegnato nelle mani del primo cittadino dall’Arma dei carabinieri, rappresentata per l’occasione, dal comandante del reparto operativo di Perugia, il colonnello Antonio Morra, dal maresciallo maggiore Claudio Zeni, comandante della stazione di Perugia, e dal comandante della compagnia carabinieri di Perugia, Pierluigi Satriano. Arma che lo stesso Romizi ha definito «preziosissima in ogni momento e sempre vicino ai cittadini». Alla cerimonia erano presenti anche la presidente dell’Associazione Clizia Anna Maria Romano, che si è fatta promotrice dell’iniziativa e Fausto Cardella, già procuratore generale di Perugia.

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